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Le Fonti Libro d’Oro 2021: diventa protagonista

Top avvocati, CEO, imprenditori, top manager e le più importanti e influenti realtà imprenditoriali e finanziarie, saranno tra i protagonisti della III Edizione del Libro d’Oro 2021 di Le Fonti.

Dall’emergenza sanitaria alla “Fase 3”: la “nuova normalità” tra crisi e opportunità

Ne abbiamo parlato a Doppio Binario, il programma di Le Fonti TV che affronta l’impatto del Coronavirus sui vari settori legali, mettendo a confronto i professionisti del diritto con il mondo imprenditoriale e finanziario

In un contesto come quello attuale, il filo che lega il mondo professionale e legale con quello imprenditoriale e finanziario deve essere rafforzato per affrontare i nuovi rischi e assetti di mercato creati dall’emergenza sanitaria. Per questo motivo Le Fonti ha creato Doppio Binario, il format esclusivo condotto da Gabriele Ventura e Simona Vantaggiato.

Nel corso delle puntate gli argomenti di attualità saranno affrontati da esperti di settore, i quali, da sempre, assistono nelle problematiche giuridiche e accompagnano, nella crescita e nel loro sviluppo strategico, numerose aziende, banche, operatori finanziari.

Grazie al nuovo programma si è discusso dell’impatto del Coronavirus sulle responsabilità del datore di lavoro, sia dal punto di vista organizzativo che normativo. L’organizzazione delle attività ha necessariamente dovuto modificarsi, causando nuovi rischi per il datore di lavoro in caso di contagio dei dipendenti. Un panel di esperti ha fornito consigli su come proteggersi e orientarsi tra i protocolli e le linee guida nazionali e territoriali.

Altro tema molto sentito è quello legato al settore dei crediti deteriorati. Durante il lockdown molte attività hanno subito un notevole rallentamento se non addirittura una totale chiusura. Il trend futuro vedrà quasi sicuramente un aumento degli NPL, come cambierà quindi il ruolo degli operatori specializzati, i cosiddetti servicer?

A guidarci tra questi temi spinosi:

 

Net Insurance e IBL Assicura: entra nel vivo la partnership con la distribuzione di una linea di 6 prodotti Protection

Tra questi, InSalute, la prima polizza Net Insurance nel segmento Health Care

Net Insurance e IBL Assicura – controllata al 100% da IBL Banca – annunciano l’avvio del collocamento di una significativa gamma di 6 polizze assicurative Protection, che segna una ulteriore evoluzione a rafforzamento della partnership già in essere.
Un passaggio importante che permette di valorizzare al massimo l’intesa grazie all’offerta di un ampio ventaglio di prodotti al passo con i tempi e modulari e all’utilizzo di processi digitali.
Le polizze saranno distribuite da IBL Assicura, attraverso gli oltre 100 punti sul territorio tra filiali e agenti di IBL Banca.

Tra i 6 prodotti collocati InSalute, l’innovativa e completa polizza sanitaria che segna l’ingresso di Net Insurance nel segmento dell’Health Care.
Le altre soluzioni a disposizione della clientela sono: un prodotto multigaranzia dedicato alla mobilità, anche su monopattini e biciclette; una polizza sanitaria per viaggi di studio o vacanze all’estero; un’assicurazione infortuni con una serie completa di garanzie accessorie; una copertura per cani e gatti che prevede rimborso per spese mediche, RC e tutela legale; una soluzione assicurativa dedicata alla protezione odontoiatrica.

Mario Giordano, Amministratore Delegato di IBL Banca, ha commentato “Con Net Insurance, la nostra controllata IBL Assicura amplia la gamma di prodotti assicurativi con soluzioni versatili e innovative dedicate alle famiglie, che oggi avvertono in modo ancora più forte l’esigenza di protezione e sicurezza. IBL Assicura è operativa nei punti vendita della rete IBL Banca e la nuova offerta costituisce un valore aggiunto per la nostra clientela”.
“Sono molto lieto di questa partenza che rappresenta la piena concretizzazione del lavoro svolto da tutti noi, anche in un periodo difficile come quello vissuto recentemente” ha affermato Andrea Battista, Amministratore Delegato di Net Insurance. “Ci presentiamo al mercato con un’ampia gamma di soluzioni distintive, tra cui mi piace ricordare il prodotto InSalute, il nuovo fiore all’occhiello dell’offerta della nostra Compagnia che entra con determinazione in questo segmento di mercato”, ha concluso Battista.

AXA Italia Main Partner di X Factor 2020

Il Gruppo assicurativo AXA Italia continua a sostenere il talento delle persone e i giovani in particolare e diventa partner del talent show di Sky X Factor 2020, prodotto da Fremantle, in onda su Sky Uno e NOW TV dal 17 settembre

Il Gruppo AXA Italia è Main Partner di X Factor 2020, il talent show musicale di Sky prodotto da Fremantle, in onda dal prossimo 17 settembre su Sky Uno e NOW TV. I giudici sono Emma, Hell Raton, Manuel Agnelli, Mika. Alla guida di #XF2020 c’è Alessandro Cattelan, anche quest’anno creative producer del talent.

Il Gruppo abbraccia il mondo di X Factor 2020 che, quest’anno più che mai, mette al centro dello show che sta per ripartire, in una fase di cambiamento epocale, i concorrenti, la loro musica, i loro sogni, i loro valori, in linea con la brand promise “Know You Can”, che ispira a credere in se stessi come motore di ogni percorso e con l’impegno ad essere partner delle persone e a sostenere le energie positive presenti nel Paese, soprattutto in un momento complesso come quello che stiamo vivendo.

Al centro del progetto editoriale, non solo la presenza costante del brand nei momenti chiave del programma – dai casting al backstage fino alla finale – e della vita quotidiana dei concorrenti, per incoraggiare i partecipanti in tutte le fasi del concorso a dare il meglio e un forte ingaggio dei social, ma anche contenuti e momenti dedicati che verranno svelati man mano, con il coinvolgimento anche delle reti distributive e iniziative per i clienti AXA.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Brand Solutions, divisione interna di Sky Media, e Fremantle.

 

Commercio internazionale: le filiere mondiali hanno ancora un futuro brillante

L’inizio del 2020 è stato segnato da un’improvvisa interruzione del commercio mondiale, frenato dalla recessione globale e all’impennata dell’incertezza.

Quest’anno la recessione dovrebbe coincidere con un forte calo del commercio mondiale internazionale, tanto più che in tempi di crisi tende a diminuire più del PIL. Ma l’impatto di questa reazione sproporzionata è difficile da misurare. L’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) prevede una diminuzione del commerciale globale dal 13% al 32%. Una stima che indica che tutte le regioni dovrebbero subire un calo a due cifre del volume degli scambi. Secondo il modello di previsione Coface, che si basa su alcuni indicatori tra cui il prezzo del petrolio, la fiducia delle imprese americane, le esportazioni coreane o ancora un indice di costo del trasporto marittimo, il commercio mondiale dovrebbe diminuire del 7% nel terzo trimestre 2020, rispetto all’anno precedente.

Tuttavia, la situazione potrebbe essere peggiore poiché la consueta correlazione misurata attraverso modelli lineari non funziona necessariamente in tempi di crisi. Nei periodi di congiuntura economica negativa, il forte aumento dell’incertezza è una delle ragioni che spiega la reazione sproporzionata del commercio rispetto al PIL. Oggi, infatti, è ai massimi storici.

Un nuovo protezionismo che mira all’approvvigionamento in derrate alimentari e prodotti sanitari vitali pesa sul commercio mondiale

Il protezionismo è un altro fattore aggravante. Dall’inizio della crisi sanitaria, il protezionismo commerciale sembra essersi, finora, concentrato sul garantire una fornitura di prodotti alimentari e prodotti medici essenziali da parte dei Paesi. Lo scorso 22 aprile, il 56% delle misure commerciali (193) adottate dal Global Trade Alert erano correlate all’obiettivo sopramenzionato. La maggior parte di queste misure (110) riguardava il divieto di importazione di mascherine e altri dispositivi di protezione, respiratori e prodotti chimici necessari alla produzione di diversi farmaci.

In questo periodo, gli importatori agevolano l’entrata di prodotti medici, mentre gli esportatori rendono più difficile la loro esportazione. In questo contesto, il caso della Cina è particolare. Le esportazioni di prodotti sanitari cinesi sono diminuite del 15% a febbraio 2020 – in piena crisi sanitaria locale. Con una quota di mercato dominante del 55,3% delle esportazioni mondiali di mascherine, la cooperazione della Cina è stata tuttavia essenziale per approvvigionare il mondo. La produzione giornaliera cinese è passata a 116 milioni di mascherine, vale a dire 12 volte la quantità che produceva prima dell’epidemia.

Questa crisi ha portato anche ad un aumento del protezionismo nel settore agroalimentare. Le ondate di acquisti compulsivi innescate dalle prospettive del lockdown non si sono limitate alle famiglie. Alcuni Paesi particolarmente vulnerabili hanno cercato di creare riserve di cereali allo scopo di garantire continuità all’approvvigionamento alimentare nazionale. Oggi, un terzo della fornitura di grano del mercato è soggetta a misure restrittive prudenti da parte dei principali esportatori, in primis la Russia. In questa fase, i divieti di esportazione hanno portato soprattutto a uno spostamento della domanda verso i Paesi europei, come la Francia, così come a una carenza di offerta.

Oltre al grano, il riso è un altro prodotto di base fortemente ricercato in questo periodo singolare. In India, principale esportatore di riso, le misure di confinamento hanno interrotto le filiere di approvvigionamento nazionali, ridotto la disponibilità di manodopera e reso difficile l’accesso ai porti di esportazione, le spedizioni infatti non possono più essere garantite. La Thailandia, principale concorrente del mercato indiano, dispone di ampie riserve di riso, ma le sue esportazioni sono ostacolate dalle misure di confinamento adottate dalla Cambogia, i cui effetti privano la filiera dei lavoratori stagionali di cui necessita. Di conseguenza, il prezzo del riso ha raggiunto a fine marzo il livello più alto da 7 anni.

L’unica buona notizia è che i controlli alle frontiere durante il periodo di lockdown hanno avuto un impatto limitato sul commercio e sono state progressivamente allentate in Europa, al fine di rilanciare l’industria del turismo, e di limitare la carenza di manodopera, in particolare nel settore agricolo.

Proteggere le imprese dagli shock di approvvigionamento esteri è una missione impossibile

Nel lungo termine, le richieste di rilocalizzazione delle fasi di produzione all’interno dello stesso Paese costituiscono un ulteriore rischio per il commercio mondiale. Fin dall’inizio della crisi in Cina, le imprese del mondo intero hanno realizzato quanto dipendessero da questo Paese nelle loro filiere e ora cercano di aumentare la resilienza delle proprie catene di approvvigionamento agli shock esteri dell’offerta. Sono emerse due opzioni possibili: rilocalizzazione completa della produzione sul mercato interno e strategia di diversificazione dei fornitori.

Nel contesto attuale, immaginare una rilocalizzazione completa dei processi produttivi a livello nazionale o regionale evidenzia i problemi legati all’aumento dei costi di produzione e alla mancanza di competenze nazionali. E anche se questi problemi fossero presi in considerazione, un nuovo processo di produzione a livello domestico dipenderebbe comunque dall’approvvigionamento di materie prime, che non può essere trasferito.

La resilienza delle filiere di approvvigionamento dipenderà anche dalla riduzione della dipendenza da un Paese specifico diversificando i fornitori. Oggi infatti, sembra possibile trovare alternative al più importante Paese fornitore del mondo, vale a dire la Cina, per molti settori. Tuttavia, i principali produttori di un settore sono fortemente collegati tra loro, quindi la dipendenza dalla Cina non scomparirà del tutto, anche se l’offerta di fattori produttivi dagli altri principali hub del settore è maggiormente diversificata.

Le filiere mondiali hanno ancora quindi un futuro brillante.

“Questi primi mesi 2020 hanno completamente ridisegnato l’andamento ed i trend del commercio mondiale, esponendolo ad una serie di forti fattori di rischio”, sottolinea Ernesto De Martinis, CEO di Coface in Italia e Head of Strategy Regione Mediterraneo & Africa. “Tuttavia, anche in questo periodo così difficile, è comunque possibile intravedere degli spiragli positivi, per alcuni comparti in particolar modo. Seppure presenti, infatti, dobbiamo ricordare che le misure di controllo dei confini hanno avuto un impatto limitato sulla circolazione delle merci, ed il loro possibile prossimo allentamento in Europa potrebbe ridare apertura sia al turismo sia al settore agricolo, permettendo lo spostamento dei lavoratori del settore. Allo stesso tempo, anche la consapevolezza di dover cercare alternative per ridurre le dipendenze di commercio estero dalla Cina potrebbe dare un impulso positivo alle economie globali, creando nuove rotte e interconnessioni”, aggiunge De Martinis

Coface: la fotografia sui pagamenti delle imprese turche

Studio 2019 sui pagamenti in Turchia: migliora la fotografia dei ritardi ma le imprese sono ancora caute sulle prospettive economiche.
Dopo la recessione del secondo semestre 2018, il settore privato resta cauto

Il peggioramento della liquidità delle imprese turche ha subito un rallentamento, infatti sono sempre meno le imprese che risentono di problemi di pagamento nel Paese. Nel 2019, il ritardo medio di pagamento concesso dalle imprese turche ai propri clienti, ha raggiunto circa gli 85 giorni sul mercato domestico e 69 giorni sui mercati d’esportazione (contro i 108 giorni nel 2017).
A livello internazionale i ritardi di pagamento restano lunghi. Le imprese stanno gradualmente modificando i termini di fatturazione ai clienti. In Turchia, solo il 40% delle imprese richiede ai propri clienti all’esportazione che i pagamenti siano effettuati entro 60 giorni. Un ratio basso che nel mercato interno ha raggiunto il 33%.
La mancanza di liquidità dei clienti nazionali e la concorrenza sui mercati d’esportazione sono tra i principali fattori chiave che spingono le imprese a vendere a termine. Malgrado un recente miglioramento, il credito rimane un problema per le imprese turche.

Quanto alle previsioni future sull’esperienza di pagamento, le imprese sembrano avere un punto di vista prudente. Il 46% delle imprese intervistate si aspetta un prolungamento dei ritardi di pagamento sul mercato domestico nel 2020, mentre il 45% prospetta ritardi più lunghi sul mercato all’esportazione. Questi ratio sono comunque molto vicini per coloro che prevedono una situazione stabile dei ritardi di pagamento sul mercato interno (45 %) e all’esportazione (44 %).

Le imprese restano caute sulle prospettive economiche, soprattutto nei settori della carta, della farmaceutica, dei metalli e delle costruzioni

Negli ultimi due anni, i ritardi di pagamento delle imprese turche sono diminuiti: in media 41 giorni sul mercato domestico e 58 giorni per le vendite all’ esportazione. Nel caso in cui non si riescono ad incassare i crediti sul mercato interno, il 40% delle imprese copre la perdita con risorse proprie mentre il 28% si orienta verso prestiti bancari. Più di un terzo delle imprese (37%) chiede ai propri clienti un acconto. Per le imprese turche, il ricorso all’ assicurazione dei crediti non è un processo automatico, malgrado la sua importanza sia ben conosciuta dalla maggioranza (62%). Solamente il 26% utilizza la copertura crediti come prevenzione del mancato pagamento da parte dei propri clienti.
Malgrado la recente ripresa dell’attività economica, numerose imprese (44%) prevedono un nuovo peggioramento delle condizioni economiche nel 2020. La carta, i prodotti farmaceutici, i metalli e le costruzioni sono tra i settori più colpiti. Le condizioni più difficili di accesso ai finanziamenti e la riduzione della domanda interna sono tra i fattori che pesano sulla capacità di pagamento delle imprese. Nonostante queste sfide, la volontà di nuovi investimenti nel 2020 rimane elevata per alcuni settori come l’industria farmaceutica e agroalimentare. Quanto alle esportazioni, le imprese del settore automobilistico sembrano relativamente più caute, con circa il 20% che dichiara un calo delle aspettative sulle entrate all’esportazione per il 2020, superiore alla media dello studio del 9%.

“Ancora una volta, la Turchia prospetta una situazione complessa ma, allo stesso tempo, molto interessante”, sottolinea Ernesto De Martinis, CEO di Coface in Italia e Head of Strategy Regione Mediterraneo & Africa. “Al miglioramento dei ritardi di pagamento domestici si contrappongono, infatti, termini di pagamento prolungati nell’ambito internazionale, con conseguenti problemi di liquidità. Mentre ci si attende una certa stabilità nei ritardi di pagamento, inoltre, le imprese dimostrano allo stesso tempo scarsa positività sul contesto macro-economico dei prossimi mesi – sia a livello interno sia a livello di commercio estero – con pochi settori che potrebbero emergere grazie a nuovi, possibili investimenti, come l’agro-alimentare ed il farmaceutico.” conclude De Martinis.

MetLife lancia la polizza infortuni “pronto protetto via special”

La nuova polizza infortuni targata MetLife consente ai clienti di personalizzare la protezione in base alle proprie abitudini e stili di vita, promuovendo anche i comportamenti eco-sostenibili

Ogni consumatore è diverso e, soprattutto per coloro che cercano una soluzione alle proprie esigenze sul web, la risposta è una sola: massima personalizzazione. Ecco perché MetLife, leader a livello globale nell’offerta di prodotti assicurativi, ha rinnovato la propria offerta infortuni dedicata ai clienti on-line puntando su questa caratteristica. Nasce così Pronto Protetto Via Special, la nuova polizza infortuni di MetLife che offre una protezione contro gli infortuni a 360 gradi, sia al lavoro sia nel tempo libero, e si distingue per la possibilità di aumentare il livello di protezione nelle situazioni che più caratterizzano le abitudini del cliente, grazie alle opzioni che vanno ad intercettare i trend più diffusi quali i viaggi, le attività domestiche e la mobilità urbana.

La polizza prevede un pacchetto base – denominato Active – che include, in caso di infortunio, indennizzi per i giorni di ricovero, convalescenza post ricovero, ingessatura o immobilizzazione ed il rimborso delle spese mediche sostenute.

In aggiunta agli indennizzi e ai rimborsi, gli assicurati possono beneficiare di utili servizi di assistenza per affrontare le emergenze, tra i quali, ad esempio il soccorso in montagna in caso di infortunio sugli sci o durante le escursioni oppure la disponibilità di un consulto medico h24 o la fisioterapia a domicilio.

I sottoscrittori possono poi arricchire il pacchetto Active, scegliendo le opzioni aggiuntive di Pronto Protetto Via Special che consentono di raddoppiare le somme assicurate:

OnTheMove è la scelta migliore per chi è in continuo movimento. Si tratta di una versione ampliata delle coperture infortuni della circolazione stradale, che comprende i mezzi di trasporto pubblici (bus, treno, traghetti) e privati (auto, moto, bicicletta), andando a includere anche le modalità per spostarsi più ecologiche, come treno e bicicletta. Con questa opzione le somme assicurate previste in caso di ricovero e ingessature vengono raddoppiate.

  • Globetrotter è la scelta più adeguata per le persone che sono spesso in viaggio fuori dall’Italia, sia per lavoro, sia per vacanza. In caso di ricovero per un infortunio avvenuto all’estero, la somma assicurata giornaliera raddoppia.
  • HomeLover è pensata espressamente per chi ama trascorrere gran parte del proprio tempo a casa, per proteggersi dai rischi delle attività quotidiane o del bricolage, prevede il raddoppio delle somme assicurate in caso di ricovero, convalescenza e ingessatura nel caso di infortunio avvenuto all’interno dell’abitazione di residenza.

La polizza, inoltre, offre ai sottoscrittori l’ulteriore vantaggio di beneficiare della copertura gratuitamente in caso di difficoltà economiche, dovute alla perdita di lavoro o all’inabilità temporanea totale. In questo caso il pagamento dei premi può essere interrotto fino a un totale di 12 mesi nel corso dei quali, però, le coperture restano attive.

“Con il lancio di Pronto Protetto Via Special dichiara Laura Balla, Head of Marketing and Communication – MetLife dimostra la sua attenzione alle esigenze dei consumatori in un contesto in cui molte abitudini e stili di vita stanno cambiando. Abbiamo voluto offrire protezione ai nostri clienti nel lavoro e nel tempo libero con un punto di vista diverso, anche perché queste situazioni si presentano in modo diverso rispetto a qualche anno fa. Pensiamo agli spostamenti in città: la mobilità su due ruote che si è evoluta anche grazie ai servizi in sharing o ai servizi di delivery, ma anche a chi passa tanto tempo in casa, perché vi lavora svolgendo attività da freelance”.

La copertura può essere estesa anche al partner e all’intero nucleo famigliare, compresi i figli fino a 26 anni di età.

Infine, MetLife ha messo a punto un sistema di acquisto semplice e veloce: una volta composta la combinazione di polizza preferita, il cliente potrà essere ricontattato e procedere all’acquisto direttamente al telefono.

Nasce Vittoria hub: il primo Incubatore Insurtech basato sull’Open Innovation

Promosso da Vittoria Assicurazioni, sarà uno spazio dedicato all’innovazione, alla co-creazione e all’eccellenza in chiave assicurativa. Al via la prima “call for ideas”, candidature aperte fino al 28 febbraio 2020

Milano si conferma capitale dell’innovazione italiana grazie ad un nuovo progetto firmato Vittoria Assicurazioni. La Compagnia ha presentato oggi, giovedì 28 novembre, Vittoria hub, il primo Incubatore Insurtech in Italia basato sull’Open Innovation.

Con sede nel Parco Vittoria Business Center, situato nel cuore del moderno quartiere del Portello, Vittoria hub sarà il luogo d’incontro tra innovazione tecnologica e nuovi modelli di business a favore dell’evoluzione del settore assicurativo.

Vittoria hub avrà quindi il compito di attrarre in un unico polo investitori, partner e startup per promuovere un avanzato scambio di idee, risorse e competenze e accelerare il percorso di crescita delle startup, dall’idea alla maturità industriale, per una nuova proposta di ecosistema nel mercato assicurativo.

I valori di Vittoria hub

Innovazione, co-creazione ed eccellenza, sono questi i 3 valori chiave di Vittoria hub:

  • Innovazione, ossia il sostegno di processi di Open Innovation per lo sviluppo di soluzioni moderne e incentrate sul cliente capaci di rispondere, ma soprattutto anticipare nuovi bisogni ed esigenze. Uno sguardo costante al futuro caratterizzato da importanti investimenti in ricerca e tecnologia fondamentali per offrire servizi sempre più modellati sulla singola persona;
  • Co-creazione, ossia la realizzazione di un ambiente dinamico basato su condivisione, collaborazione e contaminazione. Startup, partner tecnologici e investitori lavoreranno in sinergia secondo un modello API (Application Programming Interface) ecosystem sandbox per esporre al mercato nuove proposte di business;
  • Eccellenza, ossia la continua ricerca di idee e progetti di alto livello in grado di distinguersi sul mercato e dare un impulso positivo allo sviluppo industriale del settore assicurativo grazie anche alla solidità, know how, autonomia e affidabilità di un promotore come Vittoria Assicurazioni.

Un ecosistema insurtech

Vittoria hub si focalizzerà su 4 aree Persona (Health & Whealth), Casa, Mobilità e Azienda Connessa – basandosi su un concetto di ecosistema costituito da un insieme integrato e ben orchestrato di servizi e tecnologie per offrire ai consumatori prevenzione, assistenza e pronto intervento, rimedio e monitoraggio.

Un ecosistema insurtech in cui il cliente potrà quindi accedere a qualunque servizio in ogni momento, entrando, uscendo e muovendosi senza barriere all’interno dello stesso secondo le proprie esigenze.

Call for Ideas 2019

La prima call for ideas è aperta a tutte le startup con idee innovative nell’ambito degli ecosistemi Persona, Casa, Mobilità o Azienda connessa, integrabili con nuove soluzioni assicurative o nuovi canali distributivi. Le startup selezionate avranno la possibilità di iniziare il programma Via2 (Vittoria Incubation, Adoption & Acceleration) strutturato in 3 fasi:

  1. Incubazione, dalla Business Idea al MVP, Minimum Value Proposition;
  2. Adozione, dal MVP al Proof Of Concept di interoperabilità con ecosistemi e infrastruttura Vittoria;
  3. Accelerazione, dalla «POC Vittoria» al primo ingresso sui mercati nazionali e internazionali.

Attraverso queste tre fasi, il cui accesso sarà soggetto ad una graduatoria di merito redatta da parte del CTS (Comitato Tecnico di Selezione) di Vittoria hub, ogni startup avrà l’opportunità di ottenere premi incrementali fino a 60.000€ ed ulteriori condizioni favorevoli di Financing.

Le candidature sono aperte fino al 28 Febbraio 2020; qui il form per partecipare.

I Soci

Ad oggi hanno già aderito al progetto in qualità di partner BeOn, CRIF, Design Group Italia, Doppia Elica, F2A, FairConnect, G2, Horsa, Logotel, Microsoft for Startups, Maps Group, Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, Orrick, Studio Dattilo e Delta.

“Vittoria hub è un progetto che esprime al massimo la volontà di immaginare il futuro e di analizzare tutte le variabili che influenzano il contesto attuale e prospettico proprio di Vittoria Assicurazioni. Innovare però non significa solo “inventare qualcosa di nuovo” ma anche conoscere l’impatto dell’esplosione di dati disponibili sulla correlazione fra i fattori, su cui non possiamo intervenire, che possono determinare il cambiamento della società, come la tecnologia, l’economia, l’ambiente, la politica, la legge. Solo una gestione etica e trasparente dei dati renderà l’innovazione realmente positiva e vincente”, ha dichiarato Carlo Acutis, Presidente Emerito di Vittoria Assicurazioni, in apertura della conferenza stampa di presentazione.

Cesare Caldarelli, CEO della Compagnia, ha affermato invece: “L’innovazione tecnologica gioca un ruolo chiave nel settore assicurativo e in Vittoria Assicurazioni ne siamo consapevoli da sempre. Negli anni abbiamo sostenuto importanti investimenti e oggi possiamo ritenerci più che soddisfatti dei risultati raggiunti. Proprio perché crediamo fortemente in questa evoluzione tecnologia abbiamo deciso di percorrere questa nuova tappa di continuità nel nostro cammino. Siamo convinti che il futuro della distribuzione nel mondo assicurativo e l’attenzione al servizio da prestare al cliente finale necessiteranno di nuovi contributi di idee e di iniziative”.

Presenti alla conferenza anche Maria Bianca Farina, Presidente di ANIA e Filippo Renga, Direttore Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano.

“Nell’ambito del piano strategico triennale dell’ANIA, abbiamo previsto alcune specifiche iniziative strettamente legate all’innovazione, alcune delle quali già entrate nella fase attuativa. In particolare, stiamo lavorando alla creazione dell’Innovation Point Ania, che vuole rappresentare un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica e lo sviluppo sostenibile per l’intero settore assicurativo. Siamo soltanto all’inizio del viaggio, naturalmente. Vittoria Assicurazioni ne inizia oggi uno nuovo e promettente. L’augurio che rivolgo che a tutti noi è quello di un cammino avvincente”, ha affermato Farina.

“L’Insurtech è senza dubbio uno dei settori con il maggiore potenziale innovativo nei prossimi anni.
L’Open Finance ha iniziato solo recentemente a farsi largo nel settore. Un dato su tutti lo dimostra: la crescita 174% delle startup Insurtech nell’ultimo biennio a livello internazionale, e ben più elevata in Italia”, ha riportato Renga.

Nella foto: Gian Franco Baldinotti, CEO di Vittoria hub e Chief Marketing Officer di Vittoria Assicurazioni,

La parola è passata poi a Gian Franco Baldinotti, CEO di Vittoria hub e Chief Marketing Officer di Vittoria Assicurazioni, che ha evidenziato le enormi potenzialità dell’insurtech per gli ecosistemi: “Abbiamo individuato un’opportunità unica, data dalla convergenza di tecnologie, sistema di capitali e ambiente culturale favorevoli all’innovazione. Questo incubatore è nato per attrarre Partner, Startup e Capitali che credano in un concetto di ecosistema all’interno di un unico ambiente dedicato a sostenerne la trasformazione e a premiare l’eccellenza imprenditoriale grazie a modelli di open innovation”.

Fabrizio Cardinali, Chief Innovation Officer di Vittoria hub, e Nicolò Soresina, Chief Operating Officer di Vittoria hub, hanno invece illustrato i dettagli dell’incubatore.

“L’Open Innovation per avere successo richiede mentalità, tecnologie e architetture che siano veramente “aperte” ad interoperare con sistemi, dati e business model di terze parti. – ha spiegato Cardinali – Il concetto di “ecosistema” di Vittoria hub sta al futuro dell’Insurtech più o meno come i Digital Marketplace stavano ai contenuti digitali al loro primo avvento sul web: un’opportunità per tutti di Condividere, Crescere e Innovare insieme”.

“Con il team di Vittoria hub abbiamo definito lo spazio perfetto, disegnato i processi, strutturato i servizi, costruito la rete di partner e avviato metodologie innovative di incubazione e una presenza sul canale digitale per fornire alle startup aderenti la massima propulsione e focalizzazione nel loro percorso verso il mercato e verso la realizzazione di servizi Insurtech di nuova generazione. – ha dichiarato Soresina – La sfida quotidiana, e la responsabilità, che abbiamo ora davanti sta nel supportare i migliori talenti a crescere ed emergere”.  

 

 

 

Il Gruppo Sara chiude un brillante primo semestre 2019

Il Consiglio di Amministrazione di Sara Assicurazioni spa, riunitosi in data odierna, ha approvato la Relazione Semestrale Consolidata.
I numeri mettono in evidenza una raccolta – in premi lordi contabilizzati – pari a 354,1 milioni di Euro, in aumento del 3,8% rispetto al dato del primo semestre 2018.
Il risultato netto consolidato del semestre è pari a 34,5 milioni di Euro in linea con l’ottima performance raggiunta nel 2018 (34,8 milioni di Euro).
La solvibilità di Gruppo, nonostante il contesto economico e il conseguente andamento dei tassi riscontrato nel primo semestre, si mantiene su livelli molto elevati (Solvency Ratio 253%).
“Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti nel primo semestre 2019 dal Gruppo Sara” dichiara il Direttore Generale Alberto Tosti “che confermano la validità delle nostre scelte e del percorso intrapreso sulla strada della digital trasformation. Ora, grazie all’impiego delle tecnologie più innovative, vogliamo ridefinire la customer experience dei nostri assicurati sviluppando soluzioni sempre più orientate alla personalizzazione e all’attenzione della cura del cliente.”

Coface e Banco di Desio stipulano un accordo di collaborazione

Coface – uno dei leader mondiali nell’assicurazione del credito – e Banco di Desio hanno siglato oggi, a Milano, un nuovo, importante accordo di collaborazione.
Al centro della partnership strategica, la promozione delle polizze assicurative Credito e Cauzioni e dei nuovi servizi informativi di Coface presso le imprese clienti di Banco di Desio che – grazie all’accordo – potranno accedere a tutta l’offerta ed ai prodotti di Coface in Italia a sostegno dello sviluppo e della protezione del business.
“La partnership che sigliamo oggi con Banco di Desio è pienamente coerente con la nostra strategia di distribuzione”, sottolinea Ernesto De Martinis, CEO di Coface in Italia e Head of Partnership Regione Mediterraneo & Africa. “Grazie a questo accordo, Coface in Italia avrà la possibilità di accedere ad un nuovo bacino di realtà imprenditoriali legate al territorio, supportandole efficacemente con la vicinanza, l’attenzione e la comprensione delle esigenze che caratterizzano da sempre il suo approccio”, aggiunge De Martinis.
“La collaborazione con Coface, uno dei principali operatori mondiali del settore, ci permette di arricchire ulteriormente l’offerta alla nostra clientela imprese, componente importante e strategica per la nostra Banca”, ricorda Angelo Antoniazzi, Direttore Generale di Banco di Desio. “Una sinergia importante, che salutiamo con particolare soddisfazione, per sostenere con ancora più forza e concretezza il nostro servizio a sostegno dello sviluppo del fatturato in Italia e all’estero da parte delle nostre aziende clienti grazie a soluzioni, servizi e consulenza efficaci e dedicati”, conclude Antoniazzi.