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Risultati Bilancio 2020: dichiarazioni Carlo Cimbri

Secondo gli esperti di Intesa Sanpaolo Unipol e UnipolSai hanno registrato numeri forti

Net Insurance: Solvibilità di Gruppo al 31 dicembre 2020

Net Insurance informa che, il risultato di Solvency Ratio di Gruppo (SCR Ratio) si attesta al 177,2%.

Barometro Coface: una ripresa eterogenea

Coface, uno dei leader nell’Assicurazione dei Crediti, evidenzia una ripresa eterogenea per paesi, settori di attività e livelli di reddito.

Net Insurance raccolta premi a 117 milioni di euro

Net Insurance ha registrato un andamento positivo della raccolta premi, superiore rispetto agli obiettivi del Piano Industriale

LOCKDOWN: come e perché sta cambiando le nostre vite

L’attuale clima di insicurezza dovuto all’instabilità della situazione politica rende le famiglie italiane dubbiose sui progetti futuri.

AXA Italia va oltre l’assicurazione: con la nuova piattaforma Salute

Un ecosistema di servizi integrati per offrire al cliente un’esperienza unica sul mercato

Net Insurance accresce il valore e la notorietà del brand raggiungendo il 19% degli italiani

Net Insurance presenta i positivi dati di crescita della notorietà del proprio marchio legati alla sua sponsorizzazione degli arbitri italiani di calcio. La notorietà del brand Net Insurance raggiunge in meno di due anni il 19% della popolazione italiana, crescendo ulteriormente al 25% tra gli appassionati di calcio. La ricerca di mercato condotta da Nielsen Sports, la società indipendente leader nella rilevazione dell’esposizione dei brand nell’ambito dello sport, certifica il successo della partnership con la  Federazione Italiana Giuoco Calcio e l’Associazione Italiana Arbitri e della complessiva strategia di comunicazione di Net.

La valorizzazione del proprio marchio è uno dei pilastri del Business Plan 2019 – 2023 della Compagnia che sulla base dei positivi dati di mercato rilevati ha deciso di prorogare l’accordo di sponsorship con FIGC – AIA al 2023.

“I risultati certificati da Nielsen Sports testimoniano che in meno di due anni Net Insurance è riuscita a valorizzare il proprio Brand quale asset fondamentale per la Compagnia. La partnership con gli arbitri ci consente di comunicare al pubblico i valori di autorevolezza, indipendenza e imparzialità rappresentati dal nostro marchio e dalla nostra offerta di servizi assicurativi.” ha commentato Andrea Battista, Amministratore delegato della società. “Questi numeri sono però solo l’inizio: continueremo in tale direzione per fare di Net Insurance un marchio di sempre maggiore rilevanza nazionale. Andremo avanti per rafforzare con determinazione la nostra strategia di investimento e sviluppare la leadership del marchio Net Insurance sul mercato assicurativo e sulle frontiere dell’Insurtech.”

Francesco Guido Bonetti, Presidente di Innova et Bella, advisor indipendente che ha sviluppato e coordinato la partnership tra Net Insurance e FIGC – AIA, ha aggiunto: “Sui mercati assicurativi, caratterizzati da una crescente competitività globale, accrescere il valore percepito del proprio brand e della propria offerta di relazione, prodotto e servizio,  rappresenta la priorità strategica di ogni leader di mercato. Non è un obiettivo facile da perseguire. I dati certificati da Nielsen Sports testimoniano come Net Insurance sia riuscita in un periodo così breve a conseguire risultati che la pongono fra i primi brand del settore assicurativo. Un grande successo che accresce il valore del brand Net Insurance a vantaggio della società, dei suoi azionisti e dei suoi clienti”.

“I dati relativi al ricordo della sponsorizzazione di Net Insurance sono stati rilevati attraverso la ricerca Fan Insights di Nielsen Sports, ricerca che da anni supporta le principali aziende del settore Sports & Entertainment al fine di valutare il ritorno delle sponsorizzazioni. Tale rilevazione è basata su interviste web eseguite su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana ad ottobre 2020. I dati sono stati analizzati confrontando i target strategici della popolazione italiana con il segmento degli interessati al calcio. La nostra ricerca di mercato certifica così con questi dati, da noi rilevati nel rispetto delle nostre migliori pratiche professionali, l’impatto del brand Net Insurance e della nuova sponsorship arbitrale all’interno del mercato italiano” – ha concluso Andrea Valadé, Director Business Development di Nielsen Sports.

Polizze on-demand: in Italia numeri ancora bassi. Ma le proiezioni indicano una forte crescita

Una ricerca dell’Italian Insurtech Association (IIA) ha registrato nel 2020 un incremento del transato (+250%) delle polizze on-demand ed una maggiore conoscenza dell’offerta prodotti (+310%) ma i prodotti sono stati acquistati solo dall’1,2% dell’utenza digitale. In via di realizzazione uno studio sulle proiezioni 2020-2030 sul mercato italiano. Le prime stime indicano una penetrazione dieci volte superiore a quella di oggi.

 Il 2020 è stato il primo vero anno in cui le polizze on-demand hanno iniziato a penetrare il mercato assicurativo italiano: sono state 385.000 le persone che hanno acquistato queste soluzioni, pari all’1,2% della popolazione digitale1. La crescita, rispetto ai dodici mesi precedenti, è stata sia nel transato (250%) sia nella maggiore conoscenza del prodotto (+310%).

È quanto emerge dalla ricerca Penetrazione delle polizze on-demand in Italia dell’Italian Insurtech Association (IIA). Sebbene gli incrementi siano a tre cifre, i numeri sono ancora lontani dalle medie europee: l’1,2% di penetrazione nel target digitale italiano – ovvero di coloro che hanno effettuato almeno 1 acquisto di beni e servizi on line negli ultimi 12 mesi – è limitato rispetto al 3,3% del Centro Europa e, soprattutto al 6,1% del Regno Unito.

Il potenziale di crescita europeo è elevato con una previsione d’incremento nel 2021 stimata tra il 250 e il 300%, trainato dall’evoluzione dei bisogni assicurativi e dal crescente uso del digitale. Per l’Italia, le stime dell’IIA che, in partnership con alcuni associati e istituzioni accademiche, sta completando uno studio sulle tendenze dei prossimi dieci anni, indicano una penetrazione compresa tra il 15 e il 20% della popolazione digitale.

La ricerca è stata condotta tra settembre e ottobre 2020, su un campione di 60 aziende associate all’IIA e rappresentative del settore, in relazione alle proprie vendite sui canali digitali ed alle proprie prospettive di crescita. Lo studio prende in considerazione solo le c.d. polizze on-demand2, cioè polizze assicurative acquistabili direttamente attraverso i canali digitali (es. internet, mobile e app) delle compagnie assicurative, di intermediari o di distributori, in modalità flessibile, agile ed in linea con le esigenze del consumatore digitale. In sintesi: tutti quei prodotti progettati ed implementati per il canale digitale e per la distribuzione diretta tramite web e mobile.

Attualmente sono presenti quattro tipologie di polizze on-demand sul mercato: instant, cioè che si attivano al momento dell’acquisto; micro, ovvero con un prezzo molto conveniente, in quando ristrette ad un periodo temporale ristretto o ad un singolo evento; pay-per-use, cioè pagabili sulla base del reale utilizzo; inclusive, ovvero offerte in bundling ad un prodotto o servizio venduto in modalità digitale.

Secondo lo studio, l’11% della popolazione digitale italiana è consapevole dell’esistenza delle polizze on-demand. Tra le 385.000 persone che hanno acquistato una delle quattro tipologie negli ultimi 12 mesi, ai primi posti troviamo le soluzioni inclusive (55%) e quelle pay-per-use (33%, in particolare per la casa o gli animali domestici). Mentre instant e micro (specie per coperture infortunio giornaliere e coperture viaggi giornaliere) pesano rispettivamente per il 32 e il 23%.

La quasi totalità (97%) si è mostrata soddisfatta sia dell’esperienza di acquisto che del prodotto, nonché disponibile al riacquisto.

Solo il 24% di coloro che hanno acquistato un prodotto assicurativo on-demand non aveva mai acquistato una polizza assicurativa, mentre quasi uno su tre (32%) ha utilizzato più di un prodotto on-demand nel corso del periodo in oggetto. Circa due terzi degli acquisti (65%) avviene in concomitanza con l’acquisto di un altro bene o servizio digitale.

Interessanti anche i dati che riguardano il canale: il 60% ha affermato di aver acquistato tali polizze da un distributore non assicurativo (es. banca, utility, e-commerce), il 35% da un broker digitale e solo il 5% da una compagnia.

Le stime sul potenziale di crescita, comprese appunto tra il 250 e il 300%, appaiono dunque solide. In relazione a coloro che non hanno acquistato una polizza on-demand, l’85% del target digitale ha mostrato interesse per il prodotto e il 41% si è detto pronto ad acquistarlo qualora se ne ripresenti l’occasione. Ancora, il 32% presterà maggiore attenzione all’offerta assicurativa on-demand nel corso del 2021.

Tornando al canale preferito, tra coloro che si mostrano interessanti ad un acquisto futuro, al primo posto (41%) troviamo l’attuale banca; al secondo (21%) brand riconosciuti del mondo telco, utility ed e-commerce; al terzo (18%) Amazon ed Apple.

Simone Ranucci, Presidente dell’Italian Insurtech Association, ha dichiarato: “Le polizze on-demand rappresentano una grande opportunità di crescita per l’intera filiera del mercato assicurativo. Le caratteristiche di flessibilità, personalizzazione e trasparenza che qualificano l’offerta on demand sono la risposta potenzialmente più efficace per rispondere ai bisogni emergenti di protezione, alle nuove abitudini di consumo e per raggiungere segmenti di mercato fin qui non raggiunti dall’offerta. Presenteremo a breve i risultati di uno studio sul potenziale di crescita delle polizze on-demand: stanno emergendo indicazioni che daranno certamente impulso agli investimenti delle compagnie assicurative”.

1 Persone che hanno effettuato almeno un acquisto di beni o servizi online negli ultimi 12 mesi.
2 La ricerca non prende invece in considerazione le polizze digitali relative a prodotti RC Auto e Vita, già da tempo presenti online, ma che non si differenziano nella sostanza dall’offerta presente sui canali tradizionali.

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