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Cattolica, cresce il risultato operativo

Il Consiglio di Amministrazione di Cattolica Assicurazioni riunitosi oggi a Verona sotto la Presidenza di Paolo Bedoni ha approvato i risultati al 30 settembre 2020

Atanasio Pantarrotas, Vicedirettore Generale e Chief Financial Officer del Gruppo Cattolica Assicurazioni, ha commentato: “I risultati dei primi nove mesi dell’anno confermano la solidità del Gruppo Cattolica Assicurazioni
anche di fronte a un contesto di mercato, sociale ed economico eccezionale. Pur nell’inedito scenario che si è delineato in conseguenza della pandemia globale, al termine dei primi nove mesi del 2020 il Gruppo ha registrato un risultato operativo in sensibile miglioramento a 297 milioni di euro, con un Solvency II Ratio pari al 161% prima dell’impatto dell’aumento di capitale. Il solido andamento registrato finora ci permette di confermare
ancora una volta le previsioni di esercizio, con un Risultato Operativo atteso tra i 350 e i 375 milioni di euro. Alla fine del mese di ottobre è stato eseguito l’aumento di capitale da 300 milioni di euro riservato a Generali, passo
fondamentale per l’avvio della partnership con il Gruppo che ci permetterà di generare nel tempo ulteriore valore per i nostri stakeholder”.

La raccolta premi complessiva del lavoro diretto ed indiretto Danni e Vita1cala del 17,3% a €4.124mln prevalentemente a seguito del periodo di lockdown. Nel business Danni diretto si riscontra una flessione del 2,6% dovuta all’Auto. Il calo della raccolta Vita è pari al 24,0%.
Il combined ratio risulta in netto miglioramento al 90,0% (-5,1 p.p.) nonostante l’accantonamento per tener conto del voucher per i clienti Auto che pesa il 3,3% dei premi di competenza2. Grazie anche ad una crescita nel segmento Vita, il risultato operativo3 segna un deciso incremento del 37,5% a €297mln, portando il RoE operativo4 ad attestarsi al 10,0%.
L’Utile Adjusted5 ai 9M2020 è pari a €116mln, in crescita del 21,0% rispetto ai 9M2019 nonostante diverse svalutazioni su investimenti immobiliari (-€14mln), partecipazioni (-€5mln) ed azioni e fondi AFS(-€7mln). L’utile netto di Gruppo6 a €42mln (€84mln 9M2019) risulta in flessione rispetto all’anno precedente (- 50,5%) soprattutto a causa dell’impairment sul goodwill rilevato nel primo semestre (-€61mln).

Gestione Danni

La raccolta premi del lavoro diretto registra una flessione del 2,6% a €1.483mln.
Al risultato contribuisce per €726mln il segmento Non Auto, la cui raccolta è allineata allo scorso esercizio (+0,2%). I premi del segmento Auto si attestano a €757mln, in calo del 5,1% principalmente a causa della flessione della raccolta avvenuta nella fase di lockdown e dell’effetto delle iniziative a favore degli assicurati, tra cui il voucher. Il portafoglio polizze RCA, risulta in calo di circa 82.000 pezzi nei primi nove mesi del 2020, riduzione avvenuta prevalentemente nei primi quattro mesi dell’anno.
Il combined ratio7 passa da 95,1% a 90,0% (-5,1 p.p.) soprattutto grazie al deciso calo della frequenza legato alla minore circolazione veicolare e nonostante gli accantonamenti effettuati per far fronte al voucher per i clienti
Auto (corrispondente a 3,3 p.p. visibili nelle altre partite tecniche) e agli eventi atmosferici che hanno inciso per 7,1%, un livello ben superiore alle medie storiche, sia pure in linea con lo scorso esercizio. Il claims ratio del lavoro conservato risulta in calo al 56,1% (-9,0 p.p.) mentre l’expense ratio si attesta al 29,1%, in aumento di 0,3 p.p., prevalentemente per effetto del mix produttivo che incide sul commission ratio (+0,2 p.p). Si evidenzia che il claims ratio include l’ammontare dei sinistri legati al Covid-19 denunciati (soprattutto legati a business interruption e ad altre perdite pecuniarie).

Gestione Vita
Nel segmento Vita la raccolta del lavoro diretto è in calo del 24,0% a €2.625mln, anche per effetto della decisa decrescita durante il periodo del lockdown. Pur in un contesto di mercati finanziari decisamente sfavorevole,
le unit-linked mostrano un’incidenza del 24,4% sul totale della raccolta, quasi in linea con lo scorso esercizio.
Le nuove emissioni di polizze Vita rivalutabili con tassi garantiti pari a zero hanno favorito un progressivo ulteriore ribasso del minimo garantito medio dello stock di riserve del Gruppo, che si attesta a 0,51% (0,58% FY2019), in costante decremento come previsto dalle linee strategiche del Piano Industriale. Inoltre, la totalità delle nuove emissioni tradizionali è caratterizzata da un basso assorbimento di capitale grazie al loro ridotto profilo di rischio.
Gestione finanziaria e situazione patrimoniale Il risultato degli investimenti8 è pari a €374mln (€425mln 9M2019), scontando le svalutazioni sopra riportate (-€45mln lorde).
Gli investimenti ammontano a €32.637mln. Le riserve tecniche lorde dei rami Danni sono pari a €3.580mln (€3.704mln FY2019) e le riserve dei rami Vita, comprese le passività finanziarie da contratti di investimento, si attestano a €27.053mln (€28.003mln FY2019).
Il patrimonio netto consolidato è pari a €2.392mln al 30 settembre 2020, sostanzialmente allineato al valore del 31 dicembre 2019 (€2.351mln). L’indice Solvency II del Gruppo al 30 settembre 2020 è pari a 161%. Il ratio è
calcolato secondo la Standard Formula con utilizzo dei Group Specific Parameters (GSP) autorizzati dall’Organo di Vigilanza. Il ratio risulta in netto recupero rispetto al livello del trimestre precedente (141%) prevalentemente
grazie al restringimento dello spread sui titoli italiani (pari a -34bps sul nodo a 10 anni vs. la curva Euro Swap), e nonostante l’ulteriore discesa dei tassi risk free (-5bps il tasso Euro Swap decennale). Tale ratio non include l’effetto dell’aumento di capitale riservato di €300mln eseguito da parte di Assicurazioni Generali il 23 ottobre scorso. In base ad una stima, calcolata al 31 ottobre, l’indice Solvency II del Gruppo sarebbe pari a circa 205%; tale indicatore non tiene conto né dell’effetto potenziale dei recessi, né di quello dell’aumento di capitale in opzione già approvato e che sarà verosimilmente eseguito nei prossimi mesi.

Rete Distributiva
Al 30 settembre 2020 la rete agenziale conta 1.368 agenzie e gli sportelli di istituti bancari che collocano prodotti del Gruppo sono 5.953.

Emergenza Covid-19
Per fronteggiare la crisi sanitaria ed economica in corso, business continuity e workforce protection sono state garantite attraverso l’immediata adozione dello smartworking esteso a tutti i collaboratori del Gruppo. Sono state
eseguite le attività necessarie per il ritorno in sicurezza nelle sedi operative, avvenuto nel mese di settembre con un massimo del 25% del personale in presenza, ma agli inizi di ottobre il Gruppo ha ritenuto opportuno ritornare alla modalità full smartworking in virtù della ripresa del contagio, mentre a garanzia e tutela dei clienti restano a disposizione degli stessi gli strumenti messi a disposizione negli scorsi mesi (pagamenti da remoto, vendita a
distanza Auto e Vita, Voucher Auto)

Per quanto riguarda le implicazioni sul business di Gruppo si rilevano i seguenti punti:

  • al forte calo della nuova produzione nelle settimane di lockdown, sia Danni, sia soprattutto Vita, è seguito dalla riapertura un processo di ritorno ai livelli standard, più veloce nel canale agenziale, meno immediato in
    quello bancassurance. Nell’ultimo trimestre si confermano i trend nei rami Danni, mentre il Vita nel confronto con lo scorso anno subisce un rallentamento anche in virtù dell’alta produzione del III trimestre 2019;
  • parallelamente all’andamento della nuova produzione, anche i riscatti Vita sono calati in maniera importante durante i mesi di lockdown (oltre – 75%), per poi tornare a crescere sebbene ancora oltre -20% rispetto ai livelli del pre lockdown;
  •  calo delle denunce dei sinistri in quasi tutti i rami (tranne le perdite pecuniarie), particolarmente nei rami Auto dove in alcune settimane il calo è stato di circa -80%. Al 16/10 complessivamente le denunce dei sinistri nei rami Danni sono stimate in calo del -22% rispetto al pari periodo 2019;
  • alla data odierna non si segnalano trend particolarmente negativi nelle denunce di sinistro a seguito della pandemia, né nel business Danni né in quello Vita. L’unico ramo toccato è quello delle perdite pecuniarie, a
    causa di business interruption e rimborso del reddito.

Prevedibile evoluzione dell’attività
Alla luce del solido andamento del risultato operativo, il CdA di Cattolica conferma la guidance indicata in data 6 febbraio 2020 e successivamente ribadita con i risultati del primo e secondo trimestre. Pertanto, la previsione
del Risultato Operativo per il corrente esercizio è compresa tra 350 e 375 milioni di euro.
Vanno comunque ricordati alcuni potenziali rischi, tra i quali l’emersione significativa di sinistri legati al Covid-19 ad oggi non noti, tra cui un forte aumento di quelli Vita (attualmente non verificatisi) o un andamento
particolarmente negativo della sinistrosità nell’ultimo periodo dell’anno.
Il risultato di utile netto di fine 2020 sarà dipendente anche da altri fattori, ad oggi non ponderabili.

Rc auto: con il Covid tariffe in calo del 10,5%

Nuove chiusure regionali: nelle zone rosse crollano le richieste di polizze sui nuovi veicoli (-22%)

Quali sono gli effetti del Covid sul costo delle assicurazioni auto in Italia? Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it la pandemia ha avuto un impatto significativo sul prezzo delle polizze tanto che, ad ottobre 2020, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano in media 492,03 euro, valore in calo del 10,51% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Il dato emerge dall’analisi di oltre 7.700.000 preventivi raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

«La pandemia ha inciso significativamente sul costo dell’RC auto», ha spiegato Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «A marzo e aprile i premi medi sono crollati a seguito del blocco della circolazione, del calo di immatricolazioni di nuove auto e di tariffe molto più competitive offerte dalle compagnie assicurative online. Nonostante un leggero aumento rilevato tra maggio e giugno, legato alla ripresa di circolazione e immatricolazioni, i premi medi sono tornati a scendere da luglio, grazie al miglioramento delle tariffe offerte delle compagnie assicurative che, soprattutto online, hanno scelto di ridurre i prezzi offerti ai clienti in virtù del risparmio ottenuto nel 2020 a seguito del calo complessivo dei sinistri stradali».

L’impatto delle nuove restrizioni

Quale potrebbe essere l’andamento dei premi RC auto nei prossimi mesi alla luce delle nuove limitazioni alla mobilità introdotte dal Governo? «Sebbene sia difficile fare previsioni sull’andamento del prezzo dell’RC auto», ha dichiarato Palano «è bastato un solo giorno dall’entrata in vigore del nuovo DPCM per rilevare un crollo nelle richieste di assicurazioni, in particolare quelle destinate a nuove immatricolazioni, soprattutto per quanto riguarda le regioni inserite nella fascia rossa».

Facile.it ha evidenziato come venerdì 6 novembre, primo giorno dell’entrata in vigore delle nuove regole di chiusura, le richieste di RC auto siano diminuite, a livello nazionale, del 4% rispetto allo scorso anno, con un crollo importante localizzato soprattutto nelle regioni rosse, dove la diminuzione è stata del 9%, con un picco del -10% in Lombardia.

Ancor più significativo è il calo delle richieste per assicurare veicoli nuovi; in questo caso, nel primo giorno di lockdown a zone, si osserva un –22% nelle regioni rosse (Lombardia in testa con -27%); situazione ben diversa nelle aree inserite in fascia gialla, dove invece la richiesta di preventivi per assicurare auto nuove è aumentata del 6%.

«Visti questi cali tariffari così importanti» – ha concluso Palano – «è importante che i consumatori cerchino di approfittarne, confrontando le molte offerte presenti sul mercato per beneficiare di prezzi oggi ai minimi storici e garantendosi un risparmio importante, soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando»

 

Per il Gruppo Admiral utile in crescita del 30% nel primo semestre 2020

Continua la crescita del Gruppo che chiude il primo semestre dell’anno con un profitto di 286,7 milioni di sterline e il record di 7,17 milioni di clienti.
In Italia il Gruppo cresce grazie a ConTe.it: +9% di clienti, superata quota 700 mila

Il Gruppo Admiral,  leader nella vendita di assicurazioni auto nel Regno Unito e presente in 8 Paesi nel mondo, annuncia un utile al lordo delle imposte di 286,7 milioni di sterline per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2020, in crescita del 30% rispetto al primo semestre del 2019.

Nei primi sei mesi del 2020 cresce anche il numero di clienti che si attestano a 7,17 milioni, con un aumento del 6% rispetto al primo semestre dell’anno precedente.

Per quanto riguarda il fatturato il Gruppo registra 1,69 miliardi di sterline, in calo del 4% rispetto allo stesso periodo del 2019, principalmente a causa dell’impatto della pandemia Covid-19.

David Stevens, Chief Executive Officer del Gruppo Admiral che tra pochi mesi lascerà la guida del Gruppo all’italiana Milena Mondini, attuale Head of UK and European Insurance dichiara: “Lo scorso anno avevo descritto i nostri risultati come ‘un po’ noiosi’ ma non credevo che l’alternativa fosse una pandemia globale. La nostra risposta all’emergenza sanitaria ha messo in evidenza due punti di forza chiave di Admiral: una gestione competente a breve termine e valori sostenibili a lungo termine. Ci siamo adattati rapidamente alle nuove circostanze, destreggiandoci da un modello di lavoro all’altro e comprimendo anni di apprendimento e sviluppo in poche settimane attraverso un incredibile sforzo da parte di tutti i livelli dell’azienda”.

 In Italia il Gruppo Admiral è presente dal 2008 con il brand ConTe.it, specializzato nella vendita online di polizze auto e moto, che da solo rappresenta il 10% dei clienti di tutto il Gruppo. Nel primo semestre 2020, ConTe.it ha registrato un fatturato pari a 122 milioni di euro, in crescita dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2019, e un numero di clienti pari a 712 mila, in aumento del 9% rispetto al portafoglio del primo semestre dell’anno precedente.

Nonostante l’emergenza sanitaria che ci ha travolto in questi mesi afferma Antonio Bagetta, appena nominato Amministratore Delegato di ConTe.it siamo orgogliosi di poter affermare che abbiamo continuato a crescere in modo profittevole. Questo risultato è stato possibile grazie a un’offerta molto competitiva che permette alla famiglie italiane di risparmiare sulla polizza auto e moto e ad un eccellente livello di servizio. Un servizio che ha saputo reagire in modo agile alla situazione grazie ad una struttura organizzativa reattiva. Negli anni abbiamo investito non solo in tecnologia ma anche in processi snelli e veloci, tutti elementi che si sono rivelati preziosi per gestire al meglio le esigenze del momento. Ringrazio il Gruppo e tutti i colleghi di ConTe.it che si sono adeguati rapidamente alle nuove circostanze dando dimostrazione di una straordinaria professionalità che ci ha permesso di essere sempre al fianco dei nostri clienti”.

Antonio Bagetta, 37 anni, ha assunto la guida di ConTe.it agli inizi di giugno ricoprendo il ruolo che è stato di Costantino Moretti, recentemente nominato Head of International Insurance del Gruppo Admiral. Con una Laurea in Business Administration alla Luiss di Roma e successivo Master of Science in Business Administration, dopo un percorso professionale in società di consulenza e multinazionali tra le quali The Boston Consulting Group, Bain&Co, Unilever e Procter& Gamble, Bagetta entra in ConTe.it nel settembre del 2014 come Business Development Manager seguendo un percorso di carriera che lo porta, pochi anni dopo, ad assumere la responsabilità di tutte le Operations e i Servizi al cliente.

 

Dall’emergenza sanitaria alla “Fase 3”: la “nuova normalità” tra crisi e opportunità

Ne abbiamo parlato a Doppio Binario, il programma di Le Fonti TV che affronta l’impatto del Coronavirus sui vari settori legali, mettendo a confronto i professionisti del diritto con il mondo imprenditoriale e finanziario

In un contesto come quello attuale, il filo che lega il mondo professionale e legale con quello imprenditoriale e finanziario deve essere rafforzato per affrontare i nuovi rischi e assetti di mercato creati dall’emergenza sanitaria. Per questo motivo Le Fonti ha creato Doppio Binario, il format esclusivo condotto da Gabriele Ventura e Simona Vantaggiato.

Nel corso delle puntate gli argomenti di attualità saranno affrontati da esperti di settore, i quali, da sempre, assistono nelle problematiche giuridiche e accompagnano, nella crescita e nel loro sviluppo strategico, numerose aziende, banche, operatori finanziari.

Grazie al nuovo programma si è discusso dell’impatto del Coronavirus sulle responsabilità del datore di lavoro, sia dal punto di vista organizzativo che normativo. L’organizzazione delle attività ha necessariamente dovuto modificarsi, causando nuovi rischi per il datore di lavoro in caso di contagio dei dipendenti. Un panel di esperti ha fornito consigli su come proteggersi e orientarsi tra i protocolli e le linee guida nazionali e territoriali.

Altro tema molto sentito è quello legato al settore dei crediti deteriorati. Durante il lockdown molte attività hanno subito un notevole rallentamento se non addirittura una totale chiusura. Il trend futuro vedrà quasi sicuramente un aumento degli NPL, come cambierà quindi il ruolo degli operatori specializzati, i cosiddetti servicer?

A guidarci tra questi temi spinosi:

 

Insolvenze d’impresa in Europa: le modifiche alle procedure legali posticipano temporaneamente i termini di scadenza

Le conseguenze economiche della pandemia da Covid-19 sono di un’ampiezza senza precedenti in Europa. Il duplice shock di offerta e domanda ha portato all’interruzione – almeno parziale – della produzione di numerose imprese dovuta all’impossibilità per una parte di dipendenti di recarsi sul posto di lavoro e a causa di un crollo dei consumi a seguito del confinamento. Il calo dei fatturati ha colpito la liquidità delle imprese e favorito l’aumento dei ritardi di pagamento e delle insolvenze.
In questo contesto, il numero di insolvenze d’impresa in Francia durante il confinamento sembra essere precipitato: ad aprile è crollato del 72% su base. Secondo Coface, il crollo del numero di insolvenze, imputabile ai cambiamenti regolamentari, è temporaneo e dovrebbe essere seguito da una forte ripresa a più fasi.

 

Numerosi Paesi europei hanno temporaneamente modificato il quadro giuridico delle procedure di insolvenza per far fronte alla crisi
Nella maggior parte dei Paesi europei, il titolare d’impresa è tenuto a dichiarare un mancato pagamento entro i termini stabiliti, evitando di essere ritenuto responsabile; in seguito l’autorità competente avvia una procedura di insolvenza. Al fine di preservare il tessuto economico, e, allo stesso tempo, la capacità di ripresa delle economie una volta che la pandemia sarà sotto controllo, la maggior parte dei governi europei ha condotto due azioni importanti: l’implementazione delle misure a sostegno della liquidità delle imprese – come le proroghe (o cancellazioni) dei contributi previdenziali e fiscali, o garanzie statali su prestiti concessi da banche – e la modifica temporanea del quadro giuridico che regola le procedure di insolvenza.
Il governo tedesco ha proposto la sospensione fino al 30 settembre dell’obbligo per i titolari d’impresa di aprire una procedura di fallimento nelle tre settimane successive alla scoperta dell’insolvenza o sovra-indebitamento. Tale misura potrà essere estesa fino al 31 marzo 2021 con un decreto del Ministero della Giustizia. La Spagna ha sospeso questo obbligo fino al 31 dicembre (inizialmente posticipato di due mesi dopo la cessazione dei pagamenti). In Italia, solo la Procura è autorizzata ad aprire una procedura di insolvenza, fino al 30 giugno.

In Francia, fino al 24 agosto, il titolare d’impresa non è più tenuto ad avviare una procedura di insolvenza nei 45 giorni seguenti il verificarsi del mancato pagamento, in caso contrario sarà ritenuto responsabile per dichiarazione tardiva del fallimento. Fino a questa data, l’esistenza o l’assenza della sospensione dei pagamenti sarà valutata sulla base della situazione dell’impresa al 12 marzo. Nel Regno Unito, in occasione dell’entrata in vigore del progetto di legge sulle insolvenze, presentato il 20 maggio scorso, nessuna procedura di fallimento potrà essere avviata dai creditori. Se le misure di questo disegno di legge entrassero in vigore a giugno, scadrebbero a luglio.
In Europa, i Paesi Bassi, fanno eccezione: il governo non ha messo in atto nessuna misura di urgenza per le insolvenze dall’inizio della pandemia.
Data l’ampiezza dello shock economico e della natura temporanea di queste misure, queste non impediranno un forte aumento delle insolvenze una volta arrivate a scadenza.

Verso un aumento differenziato e ritardato delle insolvenze in Europa malgrado questi cambiamenti normativi
Secondo il modello di previsione Coface, il numero di insolvenze dovrebbe subire un forte incremento ovunque in Europa nel secondo semestre 2020 e nel 2021. Il Paese meno penalizzato è la Germania, che registra comunque un aumento dei fallimenti del 12% tra fine 2019 e fine 2021. Francia (+21%) e Spagna (+22%) saranno i più colpiti dalla crisi. Tuttavia, l’aumento più forte del numero di insolvenze dovrebbe avere luogo nei Paesi Bassi (+36%), nel Regno Unito (+37%) e in Italia (+37%).
Sebbene l’aumento delle insolvenze sia globalmente in linea con le previsioni di crescita dell’attività, si evidenziano alcune divergenze. I Paesi Bassi e la Germania dovrebbero essere i Paesi meno colpiti, con un PIL nel 2021 inferiore al 2% in meno rispetto al 2019. Francia e Spagna registreranno PIL inferiori al 3% e al 4%. Mentre i PIL del Regno Unito e dell’Italia saranno probabilmente inferiori rispettivamente del 5% e del 6% rispetto allo scorso anno.
In alcuni casi, queste discrepanze si spiegano con la mancanza di ricorso a modifiche temporanee delle procedure di insolvenza (come nei Paesi Bassi). Il livello delle insolvenze in periodi di contrazione dell’attività è legata anche al costo della procedura (più basso nel Regno Unito e nei Paesi Bassi).
“Le prospettive di aumento delle insolvenze di impresa in Europa nei prossimi mesi sono solo le ultime evidenze, in ordine cronologico, del generale dissesto macro-economico che stiamo vivendo in questo 2020”, sottolinea Ernesto De Martinis, CEO di Coface in Italia e Head of Strategy Regione Mediterraneo & Africa. “In questo quadro – dove i cambiamenti legislativi apportati dai vari Stati europei alle procedure di insolvenza non sembrano aver prodotto un impatto significativo – sarà interessante notare anche il comportamento delle economie nazionali nel fronteggiare la ripresa, e le diverse reazioni che si scateneranno per recuperare terreno, nonostante le previsioni di inevitabile flessione diffusa”, aggiunge De Martinis.

MetLife fuoriclasse nell’Insurance Protection

La compagnia si conferma un punto di riferimento del mercato ottenendo per il secondo anno consecutivo il riconoscimento di “Eccellenza dell’Anno Insurance Protection” in occasione della X edizione dei Le Fonti INSURANCEAwards®

MetLife, leader a livello globale nell’offerta di prodotti assicurativi, si è aggiudicata il premio come “Eccellenza dell’Anno Insurance Protection” in occasione della X edizione dei Le Fonti INSURANCEAwards® che premia le migliori realtà assicurative dell’anno.

Durante la cerimonia, svoltasi in diretta streaming ieri, giovedì 18 giugno, sono stati assegnati numerosi premi a società del settore assicurativo e a personalità del mercato, identificati dalla redazione di Le Fonti, dai lettori e telespettatori di New Insurance e di Le Fonti TV. MetLife si è contraddistinta per il secondo anno consecutivo per essere un’eccellenza del mercato e un punto di riferimento della protection in grado di offrire soluzioni assicurative nel ramo vita, malattia e infortunio. I clienti, gli intermediari e i partner di MetLife apprezzano molto la qualità del servizio, la semplicità della piattaforma informatica e la value proposition supportata da comunicazione e marketing.

Questi ultimi mesi di emergenza sanitaria causata dalla pandemia di coronavirus sono stati difficili per tutti noi. Per questo motivo, oggi più che mai, mi sento ancor più in dovere di ringraziare tutta la mia squadra per questo riconoscimento ottenuto”, dichiara Maurizio Taglietti, General Manager di MetLife in Italia. “La protezione delle persone è da sempre al centro di ciò che siamo e di ciò che MetLife rappresenta. Negli oltre 25 anni di presenza in Italia, MetLife è riuscita a consolidare il proprio business confermandosi tra i leader in un mercato altamente competitivo e questo premio ne è la prova”.

MetLife offre in Italia i suoi prodotti attraverso accordi di partnership con intermediari indipendenti e importanti istituti finanziari italiani e internazionali. Relazioni durature che testimoniano la capacità di MetLife di raccogliere le sfide del mercato, integrando canali fisici e digitali per essere più efficienti nel rispondere ai nuovi bisogni e prepararsi ad un futuro sostenibile.

 

Il sostegno di Mapfre all’ospedale di Biella

Mapfre Asistencia dona 4 ecografi all’Ospedale degli Infermi di Biella, per la diagnosi delle patologie polmonari per la lotta al Covid-19

Mapfre Asistencia, compagnia multinazionale di assicurazioni, ri-assicurazioni e servizi, ha donato all’Ospedale degli Infermi di Biella 30.000 euro per l’acquisto di 4 ecografi palmari atti alla diagnostica e al trattamento di patologie polmonari: dispositivi altamente tecnologici e performanti che saranno indispensabili anche quando l’emergenza in atto sarà rientrata.

La donazione è stata possibile grazie all’importante contributo di Fundación MAPFRE, organizzazione senza scopo di lucro appartenente al Gruppo MAPFRE, da sempre impegnata a migliorare la qualità della vita delle persone e per il progresso della società. L’iniziativa nasce al fine di far fronte alla situazione di grande emergenza, dovuta alla diffusione del virus COVID-19, che sta investendo la popolazione globale e in modo particolare l’Italia. La donazione all’Ospedale degli Infermi si inserisce all’interno di una serie di importanti azioni che il Gruppo MAPFRE – con sede a Madrid – sta implementando a livello internazionale per proteggere la comunità, sostenere le attività economiche e aiutare la società ad affrontare l’impatto dell’emergenza nel medio e lungo termine. Nelle ultime settimane infatti il Gruppo e Fundación MAPFRE, hanno stanziato un totale di 90 milioni di euro in tutto il mondo in attività che vanno dalla ricerca sul COVID-19 all’acquisto di ventilatori e dispositivi di protezione medici, dalla promozione del sostegno psicologico alla distribuzione di beni di prima necessità e la creazione di posti di lavoro. MAPFRE ha posto in essere una serie di iniziative per sostenere il lavoro autonomo e le piccole e medie imprese in Spagna, anch’essa duramente colpita dall’emergenza.

“Oggi siamo orgogliosi di poter fornire un contributo concreto a Biella, dando voce ai valori fondamentali della nostra azienda: la sicurezza e la protezione delle persone, l’integrità, il sentirsi parte di un’unica grande famiglia e la vicinanza, soprattutto nei momenti di difficoltà” – dichiara Gian Paolo Aliani Soderi, Direttore Generale di MAPFRE ASISTENCIA Italia – “Fin da subito ci siamo impegnati a proteggere la salute dei nostri dipendenti, dei collaboratori e delle loro famiglie implementando la modalità di lavoro “smart-working”. Con questa donazione siamo ancora più vicini a tutto il biellese, territorio nel quale siamo radicati da quasi 20 anni”.

Così l’Avv. Diego Poggio, Commissario A.S.L. di Biella: “In un momento di così grande emergenza questi gesti di solidarietà sono per noi una manifestazione di grande vicinanza. Grazie all’acquisto di attrezzature e dispositivi medici avvenuto mediante le donazioni, l’Ospedale degli Infermi di Biella si pone in prima linea nella lotta contro il virus. Un sentito ringraziamento va a Mapfre Asistencia Italia per aver pensato anche alle realtà locali ed esserci venuti in aiuto con grande generosità”.

Barometro Coface 1° trimestre 2020 COVID-19: verso un’inaspettata ondata globale delle insolvenze

Inizialmente, l’epidemia di COVID-19 in Cina aveva colpito un numero contenuto di filiere, ma poi si è trasformata in pandemia mondiale le cui ripercussioni hanno generato un doppio shock di offerta e domanda, colpendo un ampio numero di settori di attività in tutto il mondo. L’unicità di questa emergenza rende superfluo il confronto con quelle precedenti, poiché tutte di natura finanziaria (crisi mondiale del credito del 2008-2009, la grande depressione del 1929). La questione non è più sapere quali saranno i Paesi e i settori di attività colpiti da questo shock ma piuttosto quali (pochissimi) verranno risparmiati.
Lo shock potrebbe essere ancora più duro nelle economie emergenti: oltre alla gestione della pandemia che si annuncia più difficile, devono far fronte anche al crollo dei prezzi del petrolio, così come ai deflussi di capitali quadruplicati rispetto al livello del 2008.
In questo contesto, Coface prevede nel 2020 la prima recessione dell’economia mondiale dal 2009: -1,3% (contro +2,5% nel 2019), una recessione che colpirà 68 Paesi (contro gli 11 del 2019), un calo del commercio mondiale del 4,3% in volume (contro -0,4% nel 2019) e un incremento del 25% delle insolvenze d’impresa nel mondo (contro +2% previsto lo scorso gennaio).

L’aumento più forte delle insolvenze d’impresa dal 2009: +25% atteso nel 2020
Il rischio di credito delle imprese sarà in forte aumento, anche nello scenario “più ottimistico”, ovvero in cui l’attività economica ripartirà gradualmente nel 3° trimestre e non si verificherà una nuova ondata di epidemia di coronavirus nella seconda metà del 2020.
Questo trend dei fallimenti interesserà gli Stati Uniti (+39%) e tutte le principali economie dell’Europa occidentale (+18%): Germania (+11%), Francia (+15%), Regno Unito (+33%), Italia (+18%) e Spagna (+22%). Lo shock potrebbe diventare ancora più grave nelle economie emergenti: oltre a una gestione più difficile della pandemia, devono affrontare anche il crollo dei prezzi del petrolio e le fughe di capitali quadruplicati rispetto al livello del 2008.

Calo del volume degli scambi commerciali per il 2° anno consecutivo e possibile cambiamento della struttura degli scambi di beni tra Paesi
I rischi che pesano sulla previsione di un crollo del commercio mondiale del 4,3% in volume nel 2020 sono al ribasso, poiché i numerosi annunci di chiusura delle frontiere non sono stati presi in considerazione nel modello di previsione Coface (il modello si basa sui prezzi del petrolio, i costi del trasporto marittimo, la fiducia delle imprese manifatturiere negli Stati Uniti e le esportazioni coreane, quali variabili esplicative).
Nel lungo periodo, la crisi di COVID-19 potrebbe anche avere conseguenze sulla struttura delle filiere mondiali. Infatti, al momento la principale fonte di vulnerabilità delle imprese è la loro forte dipendenza da un numero ridotto di fornitori situati in pochi paesi o addirittura uno solo. Aumentare il loro numero per anticipare le possibili interruzioni nella catena di approvvigionamento sarà quindi la priorità delle imprese.

Colpita la maggior parte dei settori, sebbene alcuni vengano risparmiati
Per le imprese, le improvvise misure di isolamento per contenere l’espansone di COVID-19, adottate dai governi di oltre 40 Paesi che rappresentano più della metà della popolazione mondiale, hanno avuto conseguenze immediate.
Tali misure hanno determinato uno shock dell’offerta mai osservato nelle precedenti grandi crisi. Lo shock iniziale infatti, non è dovuto a una crisi finanziaria ma riguarda l’economia reale, in cui le persone non possono recarsi presso il luogo di lavoro e dove le imprese subiscono interruzioni nella fornitura di beni intermedi.
Turismo, hôtellerie, ristorazione, tempo libero e trasporti sono duramente colpiti; lo stesso vale per quasi tutti i segmenti della distribuzione specializzata e per la maggior parte delle filiere manifatturiere (ad eccezione dell’industria agroalimentare); altri settori di servizi invece, sono molto meno colpiti: telecomunicazioni, acqua e servizi igienico-sanitari.
Allo shock dell’offerta si aggiunge quello della domanda. Numerosi consumatori hanno annullato o rinviato le spese per il consumo di beni e servizi. A questo si aggiunge il fattore aggravante dell’isolamento che indebolisce la fiducia delle famiglie.
I beni di consumo durevoli, come l’auto, dovrebbero essere tra quelli maggiormente penalizzati da questa emergenza. Anche altre spese, come tessili e abbigliamento o l’elettronica, saranno probabilmente ridotte a quasi zero.
Dall’altra parte, i consumi di prodotti agroalimentari e farmaceutici dovrebbero beneficiare di questa situazione “eccezionale”.

Le conseguenze politiche della pandemia
Nel breve periodo, la conseguenza più evidente della pandemia è il peggioramento delle tensioni geopolitiche già esistenti. Non è da escludere il rischio di una nuova ondata di misure protezioniste, rivolte in particolare ai settori chiave nel quadro del nuovo ordine economico e sanitario (limitazione delle esportazioni di prodotti agroalimentari e/o farmaceutici ritenuti vitali). Anche il proseguimento della «guerra commerciale» tra Cina e Stati Uniti che interessa le filiere strategiche, in particolare l’elettronica, resta una possibilità, a maggior ragione tenendo conto della campagna presidenziale negli Stati Uniti e di un possibile aumento delle proteste sociali in uno di questi due paesi.
“Economia reale quasi ferma, ciclo della domanda e dell’offerta completamente rivoluzionato, consumi drasticamente calati: il contesto congiunturale che stiamo vivendo in queste ultime settimane rappresenta, di certo, un momento particolarmente delicato, con effetti sensibili”, sottolinea Ernesto De Martinis, CEO di Coface in Italia e Head of Strategy Regione Mediterraneo & Africa. “In particolare, saranno rilevanti alcuni principali impatti, come la crescita delle insolvenze d’impresa – che non risparmierà nemmeno l’economia italiana – il manifestarsi della prima recessione globale dal 2009 e l’acuirsi delle tensioni politiche internazionali, anche alla luce delle nuove priorità che l’emergenza sanitaria in atto sta ridisegnando”, aggiunge De Martinis.

Emergenza corona virus gruppo Unipol estende gratuitamente le garanzie delle polizze sanitarie

In riferimento alla situazione sanitaria che sta coinvolgendo il nostro Paese relativamente alla diffusione del virus Covid-19 (Coronavirus), il Gruppo Unipol tutela i clienti attraverso soluzioni assicurative e servizi di assistenza H 24.

Le polizze Malattia proposte dal Gruppo Unipol ai clienti possono prevedere diverse coperture che valgono anche in caso di contagio da Coronavirus: spese sostenute per visite specialistiche o esami diagnostici, indennità giornaliera da ricovero, indennità giornaliera da convalescenza, spese per ospedalizzazione domiciliare post ricovero e utili servizi di assistenza telefonica disponibili h24 tra cui anche pareri medici immediati.

Oltre alle garanzie già previste, e in via straordinaria, in considerazione della particolare situazione in corso, il Gruppo ha deciso di estendere gratuitamente il riconoscimento dell’indennità giornaliera anche nel caso in cui l’assicurato sia costretto a regime di quarantena presso il proprio domicilio a seguito di positività al tampone COVID-19.

Questa misura, senza alcun costo aggiuntivo, è valida per tutti gli assicurati di UnipolSai, UniSalute, Arca, già beneficiari di coperture che prevedono l’indennità da ricovero medico.

Inoltre, gli assicurati in possesso di polizza malattia con ognuna delle compagnie del Gruppo possono contare gratuitamente sul servizio di consulenza medica sul Coronavirus tramite la Centrale Medica operativa h24 di Unisalute, la compagnia del Gruppo dedicata alla prevenzione e tutela della salute. Per accedere al servizio ciascun cliente potrà fare riferimento al numero verde presente in polizza e relativo al proprio piano sanitario.

Al fine di sensibilizzare tutti i cittadini su un tema di rilevanza internazionale, Unisalute ha anche avviato attraverso i propri canali social (tra cui il blog “InSalute”) una campagna di informazione volta a far conoscere i principali comportamenti da adottare in ottica di prevenzione da Coronavirus. Gli articoli sono redatti in collaborazione con i medici virologi del proprio Comitato Scientifico.

 

Coronavirus: i cittadini chiedono protezione, le compagnie assicurative rispondono

La diffusione del virus non accenna ad arrestarsi e le compagnie di assicurazione si attrezzano per far fronte all’emergenza

Coronavirus e assicurazione. Che si tratti di una vera e propria pandemia o di una psicosi di massa, la certezza è una sola: i cittadini vogliono protezione. Là dove la sanità non riesce ad arrivare ci pensano le assicurazioni che, nelle ultime settimane, hanno lavorato incessantemente per mettere a punto prodotti in grado di soddisfare le esigenze dei propri clienti.

Il primo colosso a muoversi in tal senso è stato Generali China Insurance che, in collaborazione con Nanyan InsureTech, ha offerto una copertura per proteggere i dipendenti delle imprese operanti in Cina. Molte compagnie di assicurazione sul territorio cinese hanno seguito l’esempio della multinazionale collaborando e sviluppando servizi ad hoc per difendere i propri acquirenti.

Anche l’Italia, che negli ultimi giorni ha visto aumentare esponenzialmente il numero di contagiati, potrà presto usufruire di queste coperture. Unica (Unicredit), Axa e Generali si stanno muovendo per supportare i gli italiani tramite indennità giornaliere in caso di ricovero da Coronavirus, aumento dell’età massima assicurabile e l’estensione gratuita, per tre mesi, della copertura per chiusura attività.

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