Dal 31 marzo 2026 scatta ufficialmente l’obbligo per bar, ristoranti, piccoli hotel e imprese della pesca di sottoscrivere una polizza contro le calamità naturali. La misura amplia la platea delle aziende già coinvolte, segnando un passaggio decisivo verso una copertura più estesa e strutturata dei rischi legati a eventi estremi.
Le polizze catastrofali, conosciute come cat-nat, diventano così uno strumento indispensabile per proteggere immobili, attrezzature e macchinari da fenomeni come alluvioni, terremoti, frane e inondazioni, sempre più frequenti anche in Italia.
Table of Contents
Obbligo esteso anche alle micro e piccole imprese
Con l’entrata in vigore del provvedimento dal 31 marzo 2026, l’obbligo assicurativo riguarda tutte le micro e piccole imprese del settore turistico e della ristorazione iscritte al registro delle imprese. Si tratta di una novità rilevante, considerando che queste realtà rappresentano una quota significativa del tessuto economico nazionale.
Le grandi imprese erano già tenute ad assicurarsi da aprile 2025, mentre per le medie l’obbligo è scattato da ottobre dello stesso anno. L’estensione alle realtà più piccole completa il quadro normativo e punta a rafforzare la resilienza dell’intero sistema produttivo.
Secondo Giovanni Liverani, presidente di Ania, il livello di copertura resta ancora limitato: “L’Italia è un territorio esposto a rischi naturali elevati, ma solo una minima parte delle imprese è oggi assicurata. Chi non si adegua non subirà sanzioni penali rilevanti, ma perderà l’accesso a incentivi e aiuti pubblici, oltre a eventuali risarcimenti statali in caso di calamità”.
Il principio della mutualità e i vantaggi delle polizze catastrofali
Alla base delle polizze catastrofali c’è il principio della mutualità, che consente di distribuire il rischio tra tutte le imprese assicurate. Questo meccanismo permette di contenere i costi individuali e garantire la sostenibilità del sistema assicurativo.
Più ampia è la platea degli assicurati, più equilibrata diventa la ripartizione del rischio. In questo modo, le compagnie possono affrontare i risarcimenti senza difficoltà, utilizzando i premi raccolti anche dalle imprese non colpite da eventi naturali.
Cosa coprono le polizze catastrofali
Le polizze cat-nat coprono i danni materiali diretti a fabbricati, impianti e macchinari. In caso di sinistro, le compagnie assicurative intervengono per la ricostruzione degli immobili e la sostituzione delle attrezzature danneggiate. Per i terreni, il rimborso riguarda le operazioni di bonifica e ripristino.
Restano invece escluse alcune voci, come i danni alle merci o le spese di demolizione e sgombero, così come non sono assicurabili gli edifici non conformi dal punto di vista edilizio.
Le coperture si attivano in presenza di eventi come alluvioni, esondazioni, terremoti e frane, ma con specifiche limitazioni. Ad esempio, non sono indennizzabili i danni derivanti da errori di progettazione o da interventi umani recenti, né quelli causati da fenomeni come mareggiate o bombe d’acqua. Anche per i terremoti, la copertura è valida solo all’interno delle aree ufficialmente riconosciute come a rischio.
Il livello di indennizzo varia in base al valore assicurato: fino a 1 milione di euro è prevista la copertura integrale, tra 1 e 30 milioni almeno il 70%, mentre oltre questa soglia le condizioni vengono definite contrattualmente.
Conseguenze per chi non si assicura
L’introduzione dell’obbligo ha anche una finalità economica: ridurre il peso della spesa pubblica in caso di calamità naturali, trasferendo il rischio al sistema assicurativo.
Le imprese che non si adeguano perderanno l’accesso a numerose agevolazioni pubbliche, comprese quelle legate allo sviluppo, alla riconversione produttiva e all’innovazione tecnologica. Inoltre, in caso di eventi catastrofali, il riconoscimento di eventuali aiuti statali sarà subordinato alla presenza di una polizza attiva.
Monitoraggio IVASS sui premi
Per garantire trasparenza e correttezza nel mercato, l’IVASS pubblicherà un monitoraggio periodico dei prezzi delle polizze catastrofali. Questo strumento consentirà di analizzare l’andamento dei premi in base al territorio e al valore dei beni assicurati.
Le imprese potranno così avere un riferimento concreto per valutare le offerte disponibili, anche se non si tratterà di un vero e proprio comparatore. L’obiettivo è evitare distorsioni e fenomeni speculativi, favorendo una maggiore consapevolezza nella scelta delle coperture.


