Rischi economici e politici legati agli avvenimenti che stanno colpendo il Nord Europa negli ultimi giorni.

La settimana scorsa, la Germania occidentale e alcune aree dei Paesi Bassi e del Belgio sono stati investiti da forti piogge ed enormi inondazioni, travolgendo interi centri abitati e provocando più di cento morti, con un bilancio destinato a peggiorare, secondo le autorità. Renania-Palatinato e Renania Settentrionale-Vestfalia sono le aree più colpite dalle alluvioni, causate da un fronte di bassa pressione che ha portato piogge intense e persistenti. 

I danni economici e sociali di questi giorni non sono ancora molto chiari. L’ultimo evento simile nel 2002 è costato alla Germania più di otto miliardi di euro, ma la zona colpita al tempo, la Baviera, era molto più ampia e molto meno popolata.  I costi diretti su case, beni e infrastrutture saranno notevoli, così come dal punto di vista industriale e dei trasporti. Infatti, le aree interessate producono insieme il 4,7% del PIL tedesco ed alcune di queste sono ora completamente irraggiungibili. La Deutsche Bahn ha annunciato che in Renania Settentrionale-Vestfalia, oltre 600 chilometri di binari sono fuori uso. Quadro simile per l’area della Ruhr, uno dei principali snodi industriali della Germania.

La situazione è particolarmente difficile anche in Belgio, dove diverse città sono state completamente allagate in seguito all’esondazione dei fiumi, mentre i danni economici nei Paesi Bassi dovrebbero essere limitati, grazie alle dighe di Maastricht. Anche dal punto di vista politico, le conseguenze saranno probabilmente limitate. Il governo, infatti, aveva già stanziato 2,4 miliardi di euro per migliorare le pianure alluvionali dopo le inondazioni della Mosa nel 1993 e 1995.

In Germania gli avvenimenti potrebbero avere un peso differente, poiché in piena campagna elettorale e la loro gestione, dal punto di vista gestionale e comunicativo, potrebbe risultare il fattore discriminante nella scelta dei tedeschi del nuovo cancelliere. Le alluvioni del 2002 cambiarono interamente lo scenario politico ed oggi, a due mesi dalle elezioni federali, le dinamiche elettorali sono forse già cambiate.

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