Il settore assicurativo chiede a Bruxelles meno burocrazia e più investimenti

Assicurazioni UE chiedono meno burocrazia a Bruxelles: più semplificazione per rilanciare investimenti e competitività.

Il settore assicurativo europeo lancia un segnale chiaro alle istituzioni UE: serve una semplificazione normativa concreta per sostenere crescita e competitività. Le compagnie chiedono a Bruxelles un cambio di passo deciso, capace di ridurre il peso delle regole e favorire nuovi investimenti nell’economia reale.

Al centro del dibattito c’è la proposta di un pacchetto per i servizi finanziari, che includa anche un “Financial Services Omnibus”, pensato per riorganizzare e snellire il quadro normativo esistente.

Il peso del settore assicurativo nell’economia europea

Il comparto assicurativo rappresenta uno dei pilastri dell’economia del continente. Con circa 9.500 miliardi di euro investiti, le compagnie svolgono un ruolo fondamentale nel finanziare imprese, infrastrutture e sviluppo.

Inoltre, il settore europeo si distingue a livello globale, rappresentando oltre il 30% dei principali operatori mondiali. Una posizione di leadership che, secondo gli operatori, rischia però di essere compromessa da un eccesso di regolamentazione.

Gran parte degli investimenti, pari a circa il 70%, resta all’interno dell’Unione Europea. Questo significa che ogni ostacolo normativo ha un impatto diretto sulla capacità di sostenere la crescita economica del territorio.

Troppa burocrazia frena competitività e investimenti

Secondo gli operatori del settore, il problema principale è rappresentato dall’accumulo di normative complesse e spesso sovrapposte. Questo sistema genera inefficienze e costi aggiuntivi che si riflettono non solo sulle compagnie, ma anche su cittadini e imprese.

La burocrazia eccessiva riduce la capacità delle assicurazioni di investire nel lungo periodo, limitando il cosiddetto capitale paziente, fondamentale per sostenere le grandi trasformazioni in atto.

Tra queste rientrano:

  • la transizione energetica
  • la digitalizzazione
  • la sicurezza e la difesa

Senza un intervento strutturale, il rischio è che l’Europa perda terreno rispetto ad altri mercati più dinamici.

La proposta: un “Financial Services Omnibus” per semplificare

Per affrontare queste criticità, il settore propone un approccio su due livelli. Da un lato, viene chiesto di evitare nuove normative considerate premature o poco efficaci. Dall’altro, si suggerisce di intervenire sulle regole già esistenti attraverso un pacchetto organico di semplificazione.

Il Financial Services Omnibus rappresenterebbe lo strumento chiave per raggiungere questo obiettivo, consentendo di:

  • razionalizzare le norme
  • eliminare duplicazioni
  • ridurre gli oneri amministrativi

Si tratta di un intervento pensato per migliorare la competitività senza compromettere la stabilità del sistema.

Le richieste specifiche del settore assicurativo

Nel dettaglio, le compagnie chiedono alcune modifiche mirate al quadro normativo europeo. Tra le principali proposte emerge la richiesta di rivedere o sospendere alcune iniziative considerate troppo onerose.

Ad esempio, viene suggerito il ritiro della proposta FiDA sull’accesso ai dati finanziari, ritenuta non prioritaria. Allo stesso tempo, si invita a non procedere con un’armonizzazione minima degli schemi nazionali di garanzia assicurativa.

Sul fronte delle norme già in vigore, il settore chiede:

  • una pausa nell’attuazione della direttiva IRRD
  • aggiustamenti tecnici a Solvency II senza riaprire gli accordi politici
  • una semplificazione della Tassonomia Verde europea
  • una revisione delle sovrapposizioni legate al regolamento DORA

L’obiettivo è rendere il sistema più snello ed efficiente, evitando duplicazioni e complessità inutili.

Impatti su imprese e cittadini

Le conseguenze della regolamentazione non riguardano solo le compagnie assicurative. I costi derivanti da norme complesse vengono infatti trasferiti lungo tutta la filiera, incidendo su famiglie e imprese.

Una maggiore semplificazione potrebbe tradursi in:

  • premi assicurativi più sostenibili
  • maggiore disponibilità di capitali per investimenti
  • migliori condizioni per la crescita economica

In questo senso, la riforma non è vista solo come un’esigenza del settore, ma come una leva per rafforzare l’intero sistema economico europeo.

Il messaggio a Bruxelles: serve un cambio di passo

Il settore assicurativo chiede alle istituzioni europee di trasformare la semplificazione da principio teorico a obiettivo concreto e misurabile.

Secondo i rappresentanti del comparto, ogni regola inutile ha un costo reale, che si riflette su competitività e sviluppo. Per questo motivo, viene sollecitata una risposta rapida e incisiva da parte dei decisori politici.

Il tema è particolarmente urgente in un contesto globale sempre più competitivo, in cui la capacità di attrarre investimenti rappresenta un fattore decisivo.

Una sfida decisiva per il futuro dell’Europa

La richiesta di semplificazione normativa si inserisce in un quadro più ampio, che riguarda il futuro economico dell’Unione Europea. Le assicurazioni, con il loro ruolo di investitori istituzionali, possono contribuire in modo significativo alla crescita e alla stabilità del sistema.

Tuttavia, per farlo è necessario un contesto regolatorio più equilibrato, capace di coniugare controllo e flessibilità.

La sfida per Bruxelles è quindi quella di trovare un punto di equilibrio tra tutela e sviluppo, evitando che l’eccesso di regole diventi un ostacolo alla competitività.

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