Anche l’assistenza stradale diventa smart e digitale

Nata a maggio del 2020, operativa dal primo febbraio di quest’anno, hlpy ha l’obiettivo di rivoluzionare un settore che da sempre sconta molti limiti e inefficienze. Ha già raccolto 1 milione di euro e creato un network di 2.800 mezzi di soccorso, 2mila driver-meccanici e 600 centri di assistenza. E ora, con l’ingresso in società dell’ex presidente di Hertz International, punta a crescere in Europa

Ha meno di un anno di vita hlpy, ma ha già raccolto un milione di euro richiamando l’attenzione dei principali operatori di mercato. L’hanno fondata a Milano, a maggio 2020, da Valerio Chiaronzi, Graziano Cavallo (riespettivamente ceo e cgo, entrambi vantano esperienze ultraventennali nei settori insurance e tech) ed Enrico Noseda (10 anni a capo dello sviluppo Skype Emea e ora chief innovation advisor in Cariplo Factory). E, soprattutto, hanno “assunto”, in qualità di investor e advisor, Michel Taride, uno dei più grandi esperti a livello globale dei settori travel e mobility, presidente di Hertz International fino a marzo 2019, per supportare la società nel processo di internazionalizzazione, avviato con un anno di anticipo rispetto ai programmi iniziali.

Operativa sul mercato italiano dal primo febbraio di quest’anno, hlpy si propone come piattaforma digitale di assistenza stradale e ha come obiettivo il superamento dei limiti e delle inefficienze che da sempre hanno caratterizzato questo settore tramite l’utilizzo della tecnologia, in particolare il machine learning e l’intelligenza artificiale.

Grazie a queste tecnologie di ultima generazione, la startup è in grado di ridisegnare l’intero processo di erogazione dell’assistenza, ma al fine di preservare la qualità e la soddisfazione del cliente ha adottato un modello «digital with human touch». Una struttura di monitoring agent supervisiona, infatti, tutte le richieste di soccorso gestite end-to-end dalla piattaforma e interviene laddove necessario, come in casi di incidente con feriti o di altre difficoltà riscontrate dall’utente finale.

Più nel dettaglio, la piattaforma di hlpy permette: ai business partner, come compagnie assicurative, società di noleggio, costruttori di auto e società di aftersales di contare su soluzioni full digital (con risparmi fino al 70% dei costi di gestione, assicurano da hlpy); agli operatori del soccorso di usufruire di processi più agili, senza costi di ingresso, per selezionare le migliori richieste di intervento; agli utenti finali, di contare su informazioni immediate, tempi di intervento certi e veicoli sostitutivi per poter proseguire il proprio viaggio.

Ora, grazie all’ingresso di Taride, hlpy punta all’internazionalizzazione su scala europea: un mercato da 5,4 miliardi di euro complessivi, che vede l’Italia in cima alla graduatoria con 40 milioni di auto in circolazione. «Il nostro obiettivo», ha rimarcato il ceo Chiaronzi, «è di traslare nel settore dell’assistenza stradale la disruption di Uber e Airbnb per garantire benefici a tutti gli attori coinvolti nel processo di assistenza. E vogliamo farlo in tutta Europa: l’apporto di Michel sarà decisivo in questo senso. Il mercato dell’assistenza è dominato da player controllati spesso da gruppi assicurativi e nati su un modello tradizionale di gestione della relazione col cliente e coi soccorritori attraverso call center. In hlpy siamo convinti invece che il digitale possa restituire ai clienti in panne un’esperienza migliore: abbiamo riscritto l’intero modello operativo facendo leva sui vantaggi delle moderne tecnologie in ogni fase della richiesta ed erogazione dell’assistenza», aggiunge. «Anche per questo siamo convinti che il mercato europeo possa essere il nostro naturale approdo, perché è fortemente orientato alla qualità del servizio ed alla soddisfazione del cliente e perché gli operatori business hanno grande interesse alla restituzione del dato».

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