Piccole e medie imprese al centro della comunità

Secondo il Rapporto Welfare Index Pmi 2021 di Generali Italia, giunto alla sesta edizione, il welfare cresce nel 64% delle Pmi italiane. Che sono sempre più consapevoli del loro impatto sociale e del ruolo che possono giocare per la rinascita e ripresa del Paese.

Le piccole e medie imprese italiane hanno avuto un ruolo centrale nell’affrontare l’emergenza covid-19 ed è aumentata la consapevolezza del loro impatto sociale attraverso iniziative di welfare aziendale. Oggi le Pmi sono fondamentali per la ripresa e rinascita del paese e le loro strategie di welfare aziendale sostengono le priorità del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). È quanto emerge dal Rapporto Welfare Index Pmi 2021 curato da Generali Italia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla sesta edizione, che ha coinvolto più di 6mila imprese da 6 fino a mille addetti, di ogni settore: agricoltura, industria, artigianato, commercio e servizi, studi e servizi professionali, e terzo settore.

«Nel nuovo contesto abbiamo osservato come le imprese abbiano agito come soggetto sociale, oltre che economico e di mercato, per la loro diffusione nel territorio e per la vicinanza ai lavoratori e alle famiglie, dando vita a un nuovo welfare di comunità. Le imprese hanno dimostrato che il welfare aziendale oggi può e deve uscire dall’azienda. Guardare non solo ai dipendenti e famiglie, ma includere e creare valore per fornitori, territorio e comunità».

ha sottolineato Marco Sesana, country manager & ceo Generali Italia e Global Business Lines, nel corso della presentazione del Rapporto 2021 al Teatro Eliseo di Roma,

Secondo il rapporto, il welfare continua a crescere: oltre il 64% delle piccole e medie imprese italiane ha superato il livello iniziale. In sei anni le imprese con un livello di welfare elevato sono più che raddoppiate, passando dal 9,7% del 2016 all’attuale 21%.
Il rapporto ha messo anche in evidenza che per affrontare la pandemia le imprese hanno attuato numerose iniziative di welfare aziendale: in ambito sanitario, dai servizi diagno stici per il covid-19 (43,8%) ai servizi medici di consulto anche a distanza (21,3%) a nuove assicurazioni sanitarie (25,7%); nella conciliazione vita-lavoro, con maggiore flessibilità oraria (35,8%) e nuove attività di formazione a distanza (39%) e aiuti per la gestione dei
figli e degli anziani (7,2%); a sostegno dei lavoratori e delle famiglie, con aumenti temporanei di retribuzione e bonus (38,2%) e sostengo
nell’educazione scolastica dei figli (4,8%); ma anche offrendo contributi alla comunità esterna, come donazioni (16,4%) e sostegni al sistema sanitario e alla ricerca (9,2%).
La gran parte di queste iniziative sono tuttora in corso e per il 42,7% delle imprese sono strutturali e permanenti. Inoltre, emerge che il 54,8% delle imprese che hanno inserito il welfare nella strategia aziendale ha registrato ritorni positivi sulla produttività.
Guardando al futuro, due imprese su tre intendono rafforzare l’impegno sociale verso i lavoratori (67,5%) e verso gli stakeholder esterni: la comunità locale e la filiera produttiva (63,1%).

Il maggior numero di iniziative intraprese dalle Pmi, ha rimarcato Sesana,
«sostengono le priorità del Pnrr sui grandi asset del Paese con un impatto su salute, donne, giovani, famiglie e comunità. Questo oggi ci conferma che il welfare, oltre a essere strategico per la crescita delle imprese, sarà la leva per la ripresa sostenibile del Paese».
Cresce infatti al 92,2% il numero di imprese che mette salute e sicurezza dei lavoratori come valori centrali nella gestione dell’azienda; il 22% hanno già attivato numerose iniziative di salute e assistenza per i lavoratori e i familiari. Oltre la metà delle Pmi più attive nel welfare ha assunto nuovi lavoratori (51,2% rispetto alla media del 39,8%) contribuendo alla mobilità sociale di donne e giovani. E la presenza femminile sale al 42% nelle imprese più attive nel welfare contro una media del 32,5%; salgono al 45,5% le donne in posti di responsabilità rispetto alla media del 36,2%. Infine, il 56% delle imprese hanno attivato numerose iniziative a sostegno della propria comunità. «Questa è nuova consapevolezza», ha sottolineato Lucia Sciacca, direttore comunicazione e social responsibility Generali Country Italy & Global Business Lines e membro del Comitato Guida Welfare Index Pmi.

«Questa è responsabilità sociale. Questa è la cultura imprenditoriale che fa bene al Paese e che oggi Welfare Index Pmi premia. Una cultura del fare, come sempre è stato per la Pmi italiana. E una cultura del fare insieme, come la pandemia ci ha insegnato. Noi come Comitato Scientifico, crediamo che si debba prendere ispirazione da ciò che sta cambiando nel rapporto fra impresa e società, e valorizzare l’impatto che il welfare aziendale può avere. Un impatto sociale, elemento chiave per una crescita inclusiva e sostenibile. Sostenibilità vuol dire, infatti, essere un’azienda trasformativa, generativa, a impatto, capace di creare valore nel lungo periodo per le persone, per le famiglie e per le comunità».

Per la prima volta l’indagine ha misurato l’impatto sociale delle iniziative di welfare aziendale su tutti gli stakeholder, rafforzando lo strumento di analisi di Welfare Index Pmi, sviluppato con Cerved Rating Agency, che ha
valutato 127 variabili. Oltre alle iniziative di welfare per i lavoratori e le loro famiglie, sono stati monitorati l’impegno delle imprese nella tutela dei diritti e delle diversità, la responsabilità verso consumatori e fornitori, e sono state rafforzate le aree dello sviluppo del capitale umano, della tutela delle condizioni di lavoro, del welfare di comunità. E alla fine ben 105 imprese, i Welfare Champion 2021, sono riuscite a ottenere le 5 W del rating Welfare Index Pmi, il punteggio massimo (erano 22 nel 2017).
Storie straordinarie di imprese che si sono impegnate su temi rilevanti per il Paese. Si tratta delle realtà caratterizzate da numerose iniziative in diversi ambiti del welfare aziendale, capacità gestionali e impegno economico-organizzativo elevati e impatti sociali significativi sulle comunità interne ed esterne all’impresa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla newsletter