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CATTOLICA ASSICURAZIONI E ROCHE ITALIA PER LA MEDICINA DI PRECISIONE

L’accordo garantisce l’accesso alle più moderne soluzioni di profilazione genomica, utilizzando i servizi di FOUNDATION MEDICINE (azienda parte del Gruppo Roche) per una diagnosi approfondita che consente un approccio personalizzato alle malattie oncologiche

CattRe (Gruppo Cattolica) si rafforza nelle linee di rischio non tradizionali

Attraverso Blue Assistance, società di servizi di Reale Group e leader nel suo campo, Reale Mutua e Italiana Assicurazioni offrono servizi per coprire qualsiasi bisogno di salute e assistenza

Business interuption, la corte suprema britannica dà ragione agli assicurati

Centinaia di migliaia di piccoli esercenti vedranno pagate le loro richieste di risarcimento per le perdite da interruzione dell’attività legate al coronavirus. Si stimano sinistri fino a 8,3 miliardi di euro.

Cattolica, cresce il risultato operativo

Il Consiglio di Amministrazione di Cattolica Assicurazioni riunitosi oggi a Verona sotto la Presidenza di Paolo Bedoni ha approvato i risultati al 30 settembre 2020

Atanasio Pantarrotas, Vicedirettore Generale e Chief Financial Officer del Gruppo Cattolica Assicurazioni, ha commentato: “I risultati dei primi nove mesi dell’anno confermano la solidità del Gruppo Cattolica Assicurazioni
anche di fronte a un contesto di mercato, sociale ed economico eccezionale. Pur nell’inedito scenario che si è delineato in conseguenza della pandemia globale, al termine dei primi nove mesi del 2020 il Gruppo ha registrato un risultato operativo in sensibile miglioramento a 297 milioni di euro, con un Solvency II Ratio pari al 161% prima dell’impatto dell’aumento di capitale. Il solido andamento registrato finora ci permette di confermare
ancora una volta le previsioni di esercizio, con un Risultato Operativo atteso tra i 350 e i 375 milioni di euro. Alla fine del mese di ottobre è stato eseguito l’aumento di capitale da 300 milioni di euro riservato a Generali, passo
fondamentale per l’avvio della partnership con il Gruppo che ci permetterà di generare nel tempo ulteriore valore per i nostri stakeholder”.

La raccolta premi complessiva del lavoro diretto ed indiretto Danni e Vita1cala del 17,3% a €4.124mln prevalentemente a seguito del periodo di lockdown. Nel business Danni diretto si riscontra una flessione del 2,6% dovuta all’Auto. Il calo della raccolta Vita è pari al 24,0%.
Il combined ratio risulta in netto miglioramento al 90,0% (-5,1 p.p.) nonostante l’accantonamento per tener conto del voucher per i clienti Auto che pesa il 3,3% dei premi di competenza2. Grazie anche ad una crescita nel segmento Vita, il risultato operativo3 segna un deciso incremento del 37,5% a €297mln, portando il RoE operativo4 ad attestarsi al 10,0%.
L’Utile Adjusted5 ai 9M2020 è pari a €116mln, in crescita del 21,0% rispetto ai 9M2019 nonostante diverse svalutazioni su investimenti immobiliari (-€14mln), partecipazioni (-€5mln) ed azioni e fondi AFS(-€7mln). L’utile netto di Gruppo6 a €42mln (€84mln 9M2019) risulta in flessione rispetto all’anno precedente (- 50,5%) soprattutto a causa dell’impairment sul goodwill rilevato nel primo semestre (-€61mln).

Gestione Danni

La raccolta premi del lavoro diretto registra una flessione del 2,6% a €1.483mln.
Al risultato contribuisce per €726mln il segmento Non Auto, la cui raccolta è allineata allo scorso esercizio (+0,2%). I premi del segmento Auto si attestano a €757mln, in calo del 5,1% principalmente a causa della flessione della raccolta avvenuta nella fase di lockdown e dell’effetto delle iniziative a favore degli assicurati, tra cui il voucher. Il portafoglio polizze RCA, risulta in calo di circa 82.000 pezzi nei primi nove mesi del 2020, riduzione avvenuta prevalentemente nei primi quattro mesi dell’anno.
Il combined ratio7 passa da 95,1% a 90,0% (-5,1 p.p.) soprattutto grazie al deciso calo della frequenza legato alla minore circolazione veicolare e nonostante gli accantonamenti effettuati per far fronte al voucher per i clienti
Auto (corrispondente a 3,3 p.p. visibili nelle altre partite tecniche) e agli eventi atmosferici che hanno inciso per 7,1%, un livello ben superiore alle medie storiche, sia pure in linea con lo scorso esercizio. Il claims ratio del lavoro conservato risulta in calo al 56,1% (-9,0 p.p.) mentre l’expense ratio si attesta al 29,1%, in aumento di 0,3 p.p., prevalentemente per effetto del mix produttivo che incide sul commission ratio (+0,2 p.p). Si evidenzia che il claims ratio include l’ammontare dei sinistri legati al Covid-19 denunciati (soprattutto legati a business interruption e ad altre perdite pecuniarie).

Gestione Vita
Nel segmento Vita la raccolta del lavoro diretto è in calo del 24,0% a €2.625mln, anche per effetto della decisa decrescita durante il periodo del lockdown. Pur in un contesto di mercati finanziari decisamente sfavorevole,
le unit-linked mostrano un’incidenza del 24,4% sul totale della raccolta, quasi in linea con lo scorso esercizio.
Le nuove emissioni di polizze Vita rivalutabili con tassi garantiti pari a zero hanno favorito un progressivo ulteriore ribasso del minimo garantito medio dello stock di riserve del Gruppo, che si attesta a 0,51% (0,58% FY2019), in costante decremento come previsto dalle linee strategiche del Piano Industriale. Inoltre, la totalità delle nuove emissioni tradizionali è caratterizzata da un basso assorbimento di capitale grazie al loro ridotto profilo di rischio.
Gestione finanziaria e situazione patrimoniale Il risultato degli investimenti8 è pari a €374mln (€425mln 9M2019), scontando le svalutazioni sopra riportate (-€45mln lorde).
Gli investimenti ammontano a €32.637mln. Le riserve tecniche lorde dei rami Danni sono pari a €3.580mln (€3.704mln FY2019) e le riserve dei rami Vita, comprese le passività finanziarie da contratti di investimento, si attestano a €27.053mln (€28.003mln FY2019).
Il patrimonio netto consolidato è pari a €2.392mln al 30 settembre 2020, sostanzialmente allineato al valore del 31 dicembre 2019 (€2.351mln). L’indice Solvency II del Gruppo al 30 settembre 2020 è pari a 161%. Il ratio è
calcolato secondo la Standard Formula con utilizzo dei Group Specific Parameters (GSP) autorizzati dall’Organo di Vigilanza. Il ratio risulta in netto recupero rispetto al livello del trimestre precedente (141%) prevalentemente
grazie al restringimento dello spread sui titoli italiani (pari a -34bps sul nodo a 10 anni vs. la curva Euro Swap), e nonostante l’ulteriore discesa dei tassi risk free (-5bps il tasso Euro Swap decennale). Tale ratio non include l’effetto dell’aumento di capitale riservato di €300mln eseguito da parte di Assicurazioni Generali il 23 ottobre scorso. In base ad una stima, calcolata al 31 ottobre, l’indice Solvency II del Gruppo sarebbe pari a circa 205%; tale indicatore non tiene conto né dell’effetto potenziale dei recessi, né di quello dell’aumento di capitale in opzione già approvato e che sarà verosimilmente eseguito nei prossimi mesi.

Rete Distributiva
Al 30 settembre 2020 la rete agenziale conta 1.368 agenzie e gli sportelli di istituti bancari che collocano prodotti del Gruppo sono 5.953.

Emergenza Covid-19
Per fronteggiare la crisi sanitaria ed economica in corso, business continuity e workforce protection sono state garantite attraverso l’immediata adozione dello smartworking esteso a tutti i collaboratori del Gruppo. Sono state
eseguite le attività necessarie per il ritorno in sicurezza nelle sedi operative, avvenuto nel mese di settembre con un massimo del 25% del personale in presenza, ma agli inizi di ottobre il Gruppo ha ritenuto opportuno ritornare alla modalità full smartworking in virtù della ripresa del contagio, mentre a garanzia e tutela dei clienti restano a disposizione degli stessi gli strumenti messi a disposizione negli scorsi mesi (pagamenti da remoto, vendita a
distanza Auto e Vita, Voucher Auto)

Per quanto riguarda le implicazioni sul business di Gruppo si rilevano i seguenti punti:

  • al forte calo della nuova produzione nelle settimane di lockdown, sia Danni, sia soprattutto Vita, è seguito dalla riapertura un processo di ritorno ai livelli standard, più veloce nel canale agenziale, meno immediato in
    quello bancassurance. Nell’ultimo trimestre si confermano i trend nei rami Danni, mentre il Vita nel confronto con lo scorso anno subisce un rallentamento anche in virtù dell’alta produzione del III trimestre 2019;
  • parallelamente all’andamento della nuova produzione, anche i riscatti Vita sono calati in maniera importante durante i mesi di lockdown (oltre – 75%), per poi tornare a crescere sebbene ancora oltre -20% rispetto ai livelli del pre lockdown;
  •  calo delle denunce dei sinistri in quasi tutti i rami (tranne le perdite pecuniarie), particolarmente nei rami Auto dove in alcune settimane il calo è stato di circa -80%. Al 16/10 complessivamente le denunce dei sinistri nei rami Danni sono stimate in calo del -22% rispetto al pari periodo 2019;
  • alla data odierna non si segnalano trend particolarmente negativi nelle denunce di sinistro a seguito della pandemia, né nel business Danni né in quello Vita. L’unico ramo toccato è quello delle perdite pecuniarie, a
    causa di business interruption e rimborso del reddito.

Prevedibile evoluzione dell’attività
Alla luce del solido andamento del risultato operativo, il CdA di Cattolica conferma la guidance indicata in data 6 febbraio 2020 e successivamente ribadita con i risultati del primo e secondo trimestre. Pertanto, la previsione
del Risultato Operativo per il corrente esercizio è compresa tra 350 e 375 milioni di euro.
Vanno comunque ricordati alcuni potenziali rischi, tra i quali l’emersione significativa di sinistri legati al Covid-19 ad oggi non noti, tra cui un forte aumento di quelli Vita (attualmente non verificatisi) o un andamento
particolarmente negativo della sinistrosità nell’ultimo periodo dell’anno.
Il risultato di utile netto di fine 2020 sarà dipendente anche da altri fattori, ad oggi non ponderabili.

Amissima cede il proprio business assicurativo danni al Gruppo Talanx

Attraverso l’acquisizione di Amissima Assicurazioni, il Gruppo Talanx rafforzerà la propria presenza in Italia, dove è già presente con HDI Assicurazioni

Studio Coface sui pagamenti delle imprese in Germania nel 2020

Le imprese tedesche passano in «modalità crisi» e riducono i termini di pagamento

Secondo la quarta edizione dell’indagine Coface sui comportamenti di pagamento delle imprese tedesche, condotta tra luglio e inizio agosto 2020 con la partecipazione di 753 società, le aziende del Paese cercano di incassare i pagamenti nel più breve tempo possibile.

Il COVID-19 e le conseguenti ripercussioni sull’economia globale e tedesca sono il tema centrale dell’indagine. Dallo studio emerge che le imprese tedesche sono diventate più caute nel concedere dilazioni di pagamento ai propri clienti; complessivamente, un numero inferiore di aziende concede dilazioni di pagamento, e queste ultime si sono abbreviate, in alcuni settori anche drasticamente.

I principali rischi per le imprese esportatrici sono cambiati notevolmente: il rischio più serio lo scorso anno, la guerra commerciale USA-Cina, è diventato trascurabile nell’ambito dei rischi del 2020. Tre imprese su quattro hanno indicato il COVID-19 e i suoi effetti sull’economia globale e tedesca come rischio principale, insieme all’interruzione delle filiere di produzione in seguito alla pandemia. Tuttavia, rischi come la Brexit – presente nell’indagine Coface del 2017 – non sono svaniti e potrebbero diventare ancora più pressanti con una “No-Deal-Brexit” che incombe sul 2021. Pertanto, anche con prospettive leggermente migliori per il 2021, la Germania è ben lontana dall’uscita dalla “modalità crisi”.

Termini di pagamento: la liquidità prima di tutto

  • Solo il 62% delle imprese dichiara di aver offerto dilazioni di pagamento. Nei quattro anni precedenti, la quota di imprese intervistate che offrivano dilazioni di pagamento era oltre l’80%.
  • I termini medi di pagamento sono diminuiti di 3 giorni, passando da 37 giorni nel 2019 a 34 giorni nel 2020.
  • • I termini di credito a breve termine (da 0 a 30 e da 30 a 60 giorni) dominano il panorama imprenditoriale tedesco: metà delle aziende ha richiesto pagamenti fra 0 e 30 giorni.
  • • Il 100% degli intervistati nel settore delle costruzioni ha dichiarato di aver offerto termini di pagamento fra 0 e 30 giorni, portando il termine medio di pagamento nel settore al minimo di 15 giorni1.
  • • L’auto è il settore più generoso nel 2020, con un termine medio di pagamento di 43,8 giorni.
  • La variazione maggiore si registra nel settore farmaceutico, in cui i termini di pagamento hanno subito una riduzione di quasi 18 giorni, attestandosi a 31,7 giorni.

1 Considerando la categoria più bassa compresa tra 0 e 30 giorni, il termine di pagamento medio minimo è di 15 giorni nel sondaggio Coface

Ritardi di pagamento: le imprese incassano più velocemente

  • Il 68% degli intervistati ha registrato ritardi di pagamento nel 2020, rispetto all’85% nel 2019.
  • Il tempo medio di ritardo dei pagamenti è diminuito di quasi 2 giorni, da 37,7 giorni nel 2019 a 35,9 giorni nel 2020.
  • Le ragioni alla base dei ritardi di pagamento nel complesso sono principalmente legate a difficoltà finanziarie (48% nel 2020).
  • Il 9% degli intervistati ha indicato esplicitamente il COVID-19 come motivo principale dei ritardi di pagamento.
  • I tempi medi di incasso (DSO) si sono notevolmente accorciati di circa 9 giorni, da 65,8 giorni nel 2019 a 56,5 giorni nel 2020.

Prospettive economiche: 2020 – un anno di incertezza

  • Anche se i rischi preesistenti non sono svaniti e minacciano ancora l’attività delle imprese tedesche, il COVID-19 e suoi effetti sono un tema centrale in questo 2020, soprattutto per le imprese esportatrici.
  • Il 39% degli intervistati si aspetta migliori condizioni di business nel 2021 rispetto al 2020, mentre il 14% è pessimista per il 2021.
  • Tre aziende su quattro hanno indicato il COVID-19 e le conseguenze sull’economia globale o tedesca come il rischio principale, insieme all’interruzione delle filiere produttive in seguito alla pandemia.
  • Il 91% degli intervistati ritiene che il mercato domestico offra le maggiori opportunità di business (rispetto all’81% del 2019).
  • Un’azienda su due ha beneficiato degli aiuti di Stato, in particolare la cassa integrazione.

“I dati dell’edizione 2020 dell’indagine Coface sui comportamenti di pagamento delle imprese ci rivelano importanti trend”, sottolinea Ernesto De Martinis, CEO di Coface in Italia e Head of Strategy Regione Mediterraneo e Africa. “Da un lato, lo stato di crisi dell’economia nazionale, anche dovuta agli impatti della pandemia in corso, con un ricorso maggiore a termini di pagamento brevi. Dall’altro, previsioni leggermente positive per il 2021 ma con una attenzione particolare a nuovi possibili rischi, come un No-Deal-Brexit che iniziano a farsi nuovamente strada”, aggiunge De Martinis.

Metodologia:

La quarta edizione dello studio Coface sui comportamenti di pagamento delle imprese in Germania è stata condotta tra luglio e inizio agosto 2020 con la partecipazione di 753 imprese tedesche provenienti dai principali settori economici del paese2.

2 Costruzioni, trasporti, TIC, prodotti farmaceutici, chimica, distribuzione al dettaglio e all’ingrosso, imballaggi, produzione di carta, agroalimentare, legno, metalli, meccanica, tessile-abbigliamento, auto

Lo studio completo è disponibile qui: https://www.coface.it/News-Pubblicazioni/Tutte-le-pubblicazioni-di-Coface-Coface

L’impatto della Idd sui modelli di business…

Al New Insurance Day di Le Fonti, sulle nuove sfide del settore assicurativo, si è discusso di come la direttiva europea potrà modificare il mercato. Tra chi teme l’ennesima trappola burocratica e chi dice che sarà una grande rivoluzione.

Il tempo stringe e il 1° ottobre si avvicina sempre di più. È da quella data, infatti, che la nuova direttiva europea sulla distribuzione assicurativa (Idd) entrerà in vigore e sarà attuata. Anche in Italia. Per capire come impatterà sul settore assicurativo, sia lato compagnie sia lato intermediari, il gruppo Le Fonti ha organizzato lo scorso 7
giugno  a Milano, nell’ambito di Le Fonti New Insurance Day (intorno al tema: «Le nuove sfide del settore assicurativo») una serie di tavole rotonde.

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Cresce il business dei benefit

Grazie anche alla spinta degli incentivi fiscali, negli ultimi tempi il welfare aziendale sta conoscendo un grande sviluppo in Italia. E le compagnie si muovono nel duplice ruolo di erogatori di servizi per il mercato e fornitori di soluzioni per i propri dipendenti.

Con lo Stato che sempre più fatica ad assicurare i servizi di welfare per tutti i cittadini, si creano nuovi spazi di business per le compagnie assicurative, a loro volta alle prese con margini sotto pressione nei segmenti tradizionali. Solo l’obiettivo di 12 miliardi e mezzo da trovare entro l’autunno per scongiurare i rialzi dell’Iva dal 2019 fa tremare i polsi. Senza prendere in considerazione le somme aggiuntive che sarebbero necessarie per finanziare almeno alcune delle promesse avanzate in campagna elettorale.

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