insurtech

Siglata partnership tra Minsait, ATUM e Intek. Nasce una nuova proposta integrata per le Assicurazioni

Obiettivo dell’intesa è dare vita e valorizzare vicendevolmente sui propri mercati di riferimento, in Italia e all’estero, un’offerta integrata, completa, multidevice e multicanale per il mondo Insurance e Insurtech

Net Insurance accresce il valore e la notorietà del brand raggiungendo il 19% degli italiani

Net Insurance presenta i positivi dati di crescita della notorietà del proprio marchio legati alla sua sponsorizzazione degli arbitri italiani di calcio. La notorietà del brand Net Insurance raggiunge in meno di due anni il 19% della popolazione italiana, crescendo ulteriormente al 25% tra gli appassionati di calcio. La ricerca di mercato condotta da Nielsen Sports, la società indipendente leader nella rilevazione dell’esposizione dei brand nell’ambito dello sport, certifica il successo della partnership con la  Federazione Italiana Giuoco Calcio e l’Associazione Italiana Arbitri e della complessiva strategia di comunicazione di Net.

La valorizzazione del proprio marchio è uno dei pilastri del Business Plan 2019 – 2023 della Compagnia che sulla base dei positivi dati di mercato rilevati ha deciso di prorogare l’accordo di sponsorship con FIGC – AIA al 2023.

“I risultati certificati da Nielsen Sports testimoniano che in meno di due anni Net Insurance è riuscita a valorizzare il proprio Brand quale asset fondamentale per la Compagnia. La partnership con gli arbitri ci consente di comunicare al pubblico i valori di autorevolezza, indipendenza e imparzialità rappresentati dal nostro marchio e dalla nostra offerta di servizi assicurativi.” ha commentato Andrea Battista, Amministratore delegato della società. “Questi numeri sono però solo l’inizio: continueremo in tale direzione per fare di Net Insurance un marchio di sempre maggiore rilevanza nazionale. Andremo avanti per rafforzare con determinazione la nostra strategia di investimento e sviluppare la leadership del marchio Net Insurance sul mercato assicurativo e sulle frontiere dell’Insurtech.”

Francesco Guido Bonetti, Presidente di Innova et Bella, advisor indipendente che ha sviluppato e coordinato la partnership tra Net Insurance e FIGC – AIA, ha aggiunto: “Sui mercati assicurativi, caratterizzati da una crescente competitività globale, accrescere il valore percepito del proprio brand e della propria offerta di relazione, prodotto e servizio,  rappresenta la priorità strategica di ogni leader di mercato. Non è un obiettivo facile da perseguire. I dati certificati da Nielsen Sports testimoniano come Net Insurance sia riuscita in un periodo così breve a conseguire risultati che la pongono fra i primi brand del settore assicurativo. Un grande successo che accresce il valore del brand Net Insurance a vantaggio della società, dei suoi azionisti e dei suoi clienti”.

“I dati relativi al ricordo della sponsorizzazione di Net Insurance sono stati rilevati attraverso la ricerca Fan Insights di Nielsen Sports, ricerca che da anni supporta le principali aziende del settore Sports & Entertainment al fine di valutare il ritorno delle sponsorizzazioni. Tale rilevazione è basata su interviste web eseguite su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana ad ottobre 2020. I dati sono stati analizzati confrontando i target strategici della popolazione italiana con il segmento degli interessati al calcio. La nostra ricerca di mercato certifica così con questi dati, da noi rilevati nel rispetto delle nostre migliori pratiche professionali, l’impatto del brand Net Insurance e della nuova sponsorship arbitrale all’interno del mercato italiano” – ha concluso Andrea Valadé, Director Business Development di Nielsen Sports.

Polizze on-demand: in Italia numeri ancora bassi. Ma le proiezioni indicano una forte crescita

Una ricerca dell’Italian Insurtech Association (IIA) ha registrato nel 2020 un incremento del transato (+250%) delle polizze on-demand ed una maggiore conoscenza dell’offerta prodotti (+310%) ma i prodotti sono stati acquistati solo dall’1,2% dell’utenza digitale. In via di realizzazione uno studio sulle proiezioni 2020-2030 sul mercato italiano. Le prime stime indicano una penetrazione dieci volte superiore a quella di oggi.

 Il 2020 è stato il primo vero anno in cui le polizze on-demand hanno iniziato a penetrare il mercato assicurativo italiano: sono state 385.000 le persone che hanno acquistato queste soluzioni, pari all’1,2% della popolazione digitale1. La crescita, rispetto ai dodici mesi precedenti, è stata sia nel transato (250%) sia nella maggiore conoscenza del prodotto (+310%).

È quanto emerge dalla ricerca Penetrazione delle polizze on-demand in Italia dell’Italian Insurtech Association (IIA). Sebbene gli incrementi siano a tre cifre, i numeri sono ancora lontani dalle medie europee: l’1,2% di penetrazione nel target digitale italiano – ovvero di coloro che hanno effettuato almeno 1 acquisto di beni e servizi on line negli ultimi 12 mesi – è limitato rispetto al 3,3% del Centro Europa e, soprattutto al 6,1% del Regno Unito.

Il potenziale di crescita europeo è elevato con una previsione d’incremento nel 2021 stimata tra il 250 e il 300%, trainato dall’evoluzione dei bisogni assicurativi e dal crescente uso del digitale. Per l’Italia, le stime dell’IIA che, in partnership con alcuni associati e istituzioni accademiche, sta completando uno studio sulle tendenze dei prossimi dieci anni, indicano una penetrazione compresa tra il 15 e il 20% della popolazione digitale.

La ricerca è stata condotta tra settembre e ottobre 2020, su un campione di 60 aziende associate all’IIA e rappresentative del settore, in relazione alle proprie vendite sui canali digitali ed alle proprie prospettive di crescita. Lo studio prende in considerazione solo le c.d. polizze on-demand2, cioè polizze assicurative acquistabili direttamente attraverso i canali digitali (es. internet, mobile e app) delle compagnie assicurative, di intermediari o di distributori, in modalità flessibile, agile ed in linea con le esigenze del consumatore digitale. In sintesi: tutti quei prodotti progettati ed implementati per il canale digitale e per la distribuzione diretta tramite web e mobile.

Attualmente sono presenti quattro tipologie di polizze on-demand sul mercato: instant, cioè che si attivano al momento dell’acquisto; micro, ovvero con un prezzo molto conveniente, in quando ristrette ad un periodo temporale ristretto o ad un singolo evento; pay-per-use, cioè pagabili sulla base del reale utilizzo; inclusive, ovvero offerte in bundling ad un prodotto o servizio venduto in modalità digitale.

Secondo lo studio, l’11% della popolazione digitale italiana è consapevole dell’esistenza delle polizze on-demand. Tra le 385.000 persone che hanno acquistato una delle quattro tipologie negli ultimi 12 mesi, ai primi posti troviamo le soluzioni inclusive (55%) e quelle pay-per-use (33%, in particolare per la casa o gli animali domestici). Mentre instant e micro (specie per coperture infortunio giornaliere e coperture viaggi giornaliere) pesano rispettivamente per il 32 e il 23%.

La quasi totalità (97%) si è mostrata soddisfatta sia dell’esperienza di acquisto che del prodotto, nonché disponibile al riacquisto.

Solo il 24% di coloro che hanno acquistato un prodotto assicurativo on-demand non aveva mai acquistato una polizza assicurativa, mentre quasi uno su tre (32%) ha utilizzato più di un prodotto on-demand nel corso del periodo in oggetto. Circa due terzi degli acquisti (65%) avviene in concomitanza con l’acquisto di un altro bene o servizio digitale.

Interessanti anche i dati che riguardano il canale: il 60% ha affermato di aver acquistato tali polizze da un distributore non assicurativo (es. banca, utility, e-commerce), il 35% da un broker digitale e solo il 5% da una compagnia.

Le stime sul potenziale di crescita, comprese appunto tra il 250 e il 300%, appaiono dunque solide. In relazione a coloro che non hanno acquistato una polizza on-demand, l’85% del target digitale ha mostrato interesse per il prodotto e il 41% si è detto pronto ad acquistarlo qualora se ne ripresenti l’occasione. Ancora, il 32% presterà maggiore attenzione all’offerta assicurativa on-demand nel corso del 2021.

Tornando al canale preferito, tra coloro che si mostrano interessanti ad un acquisto futuro, al primo posto (41%) troviamo l’attuale banca; al secondo (21%) brand riconosciuti del mondo telco, utility ed e-commerce; al terzo (18%) Amazon ed Apple.

Simone Ranucci, Presidente dell’Italian Insurtech Association, ha dichiarato: “Le polizze on-demand rappresentano una grande opportunità di crescita per l’intera filiera del mercato assicurativo. Le caratteristiche di flessibilità, personalizzazione e trasparenza che qualificano l’offerta on demand sono la risposta potenzialmente più efficace per rispondere ai bisogni emergenti di protezione, alle nuove abitudini di consumo e per raggiungere segmenti di mercato fin qui non raggiunti dall’offerta. Presenteremo a breve i risultati di uno studio sul potenziale di crescita delle polizze on-demand: stanno emergendo indicazioni che daranno certamente impulso agli investimenti delle compagnie assicurative”.

1 Persone che hanno effettuato almeno un acquisto di beni o servizi online negli ultimi 12 mesi.
2 La ricerca non prende invece in considerazione le polizze digitali relative a prodotti RC Auto e Vita, già da tempo presenti online, ma che non si differenziano nella sostanza dall’offerta presente sui canali tradizionali.

Italian Insurtech Association: siglata un’importante partnership con il Cambridge Centre for Alternative Finance

La prima iniziativa tra IIA e CCAF, a sostegno della ricerca sulle tematiche insurtech, vede al centro il Global Covid-19 Fintech Market Rapid Assessment Report, realizzato assieme al World Bank Group ed il World Economic Forum

Favorire una maggiore conoscenza dell’ecosistema insurtech e delle sue potenzialità, così da apportare un contributo innovativo a supporto del rilancio economico post-Covid. È questo l’ambizioso obiettivo della partnership tra l’Italian Insurtech Association (IIA), entità senza scopo di lucro costituita all’inizio del 2020 da soggetti rappresentativi di tutte le componenti della filiera del mercato assicurativo, e il Cambridge Centre for Alternative Finance (CCAF): un sostegno a 360° sulle tematiche insurtech.

Fondato nel 2015, il CCAF è il più grande centro di ricerca della Judge Business School dell’Università di Cambridge. Si occupa dello studio di tecnologie abilitanti e di strumenti, canali e sistemi innovativi al di fuori della finanza tradizionale. Ha pubblicato 40 rapporti, conducendo indagini annuali di benchmarking che raggiungono più di 4.500 FinTech in oltre 185 paesi. Il Centro collabora con oltre 120 autorità di regolamentazione e banche centrali di tutto il mondo, fornendo dati e consulenze ad istituzioni multilaterali e organismi di normazione globale.

La prima occasione di collaborazione tra IIA e CCAF è il Global Covid-19 FinTech Market Rapid Assessment Report che verrà pubblicato nel corso del terzo trimestre di quest’anno. Il sondaggio, realizzato assieme al World Bank Group ed al World Economic Forum, si pone l’obiettivo di raccogliere l’opinione dell’industria dei servizi finanziari maggiormente innovativi e digitali su quattro aree: quali sono i trend che guidano le performance del mercato fintech; quali sono state le risposte specifiche delle aziende al Covid-19; esigenze normative e richieste di policy dell’industria fintech; cambiamenti e implicazioni operative.

Per l’occasione, l’Italian Insurtech Association avrà il ruolo di FinTech Ecosystem Industry Survey Partner: un importante riconoscimento del ruolo cruciale che riveste per il settore nel panorama italiano, grazie ai solidi rapporti con investitori, aziende leader e stakeholder chiave. In particolare, IIA si occuperà di stimolare il dibattito sui temi oggetto dello studio tra i propri associati, i quali potranno prendere parte all’indagine, nonché di aumentare il livello di consapevolezza e l’attenzione dei media sullo studio. Inoltre gli associati avranno accesso in anteprima ai risultati, mentre IIA parteciperà agli eventi di presentazione.

“Questa collaborazione è motivo di grande orgoglio, vista l’importanza internazionale del CCAF, con cui oggi avviamo un progetto a supporto dei temi di ricerca in ambito insurtech”, ha dichiarato Gerardo Di Francesco, Managing Partner di Wide Group, Socio fondatore e Vicepresidente dell’IIA. “Ma testimonia anche il valore del lavoro svolto finora: in pochi mesi siamo riusciti a mettere assieme un polo in grado di rappresentare l’ecosistema assicurativo italiano, ponendoci quali interlocutori primari della filiera. Grazie a questa partnership saremo in grado di accelerare ulteriormente questo percorso”.

“Il mercato italiano del fintech e dell’insurtech è in crescita continua, ma nel mondo è ancora sottovalutato”, ha dichiarato Matteo Mícol, Responsabile per il mercato italiano del CCAF. “Collaborazioni come questa ci permettono di mettere in evidenza le nostre eccellenze tecnologiche e di dimostrare, dati alla mano, la loro resilienza alla pandemia”.

I risultati dello studio verranno resi pubblici e distribuiti ai principali media italiani entro la fine del terzo trimestre 2020.

Parte l’Insurtech Innovation Index

Ideato dall’Italian Insurtech Association ed elaborato dall’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, mapperà e misurerà lo stato gli investimenti insurtech in Italia. Il primo indice sarà pubblicato in dicembre. È il primo indicatore dell’innovazione dell’insurtech italiano e della filiera assicurativa

Misurare gli investimenti nelle imprese innovative e nelle tecnologie per capire come evolve l’insurtech italiano e se il mercato nazionale sta allineandosi o meno a quello delle altre economie avanzate. È l’obiettivo dell’Insurtech Innovation Index, il primo indicatore italiano creato dall’Italian Insurtech Association (IIA), entità senza scopo di lucro costituita all’inizio del 2020 da soggetti rappresentativi di tutte le componenti della filiera del mercato assicurativo.

L’indice misurerà il grado di innovazione del settore assicurativo italiano. In particolare:
• gli investimenti di capitale nelle società del settore InsurTech e nelle startup e PMI innovative del settore assicurativo;
• gli investimenti nello sviluppo digitale compiuti da compagnie, intermediari professionali e fornitori dell’industria assicurativa.
• gli investimenti nella collaborazione fra attori della filiera finalizzati a sviluppare soluzioni innovative e ad alto contenuto tecnologico.
Il lavoro integrerà l’attività di ricerca dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, punto di riferimento per l’innovazione digitale nell’ecosistema finanziario e assicurativo italiano, e il confronto tra gli associati dell’IIA.

L’indice sarà determinato intervistando ogni sei mesi un panel selezionato di soggetti e distinguendo tra investimenti in Innovazione & Change e investimenti in Adeguamento e Run.
Il primo report verrà pubblicato in dicembre, il successivo nel giugno 2021. Nel dicembre 2021 sarà pubblicato il report annuale. Monitoraggio e analisi proseguiranno negli anni anche comparando le dinamiche italiane con quelle internazionali.

L’Insurtech Innovation Index sarà comunicato in forma sintetica a tutto il mercato e consultabile nel dettaglio dai soci dell’IIA in un’area riservata del sito internet dell’Associazione.
L’istituzione dell’indice rientra tra gli interventi previsti dall’IIA per monitorare e comprendere l’evoluzione del mercato, una dei quattro obiettivi prioritari del Manifesto Programmatico associativo. Gli altri sono: la promozione di modelli d’offerta flessibili, personalizzati e data driven, basati su on boarding digitale e pagamenti a distanza e/o ricorrenti; il miglioramento dell’assetto tecnologico delle imprese e la crescita in termini di formazione e di competenza delle risorse umane; il contributo, attraverso il dialogo con le istituzioni, all’evoluzione della normativa e del contesto in cui il comparto assicurativo opera.

“L’insurtech italiano sta crescendo ma l’entità degli investimenti nelle imprese e nelle tecnologie è ancora ben inferiore a quella delle altre economie avanzate”, ha dichiarato Simone Ranucci Brandimarte, socio fondatore e Presidente dell’IIA. “Recuperare questo ritardo deve essere una priorità per tutti gli attori dell’industria assicurativa: la crescita dei prossimi anni dipenderà solo da questo. L’indicatore ci aiuterà a capire la direzione dell’innovazione tecnologica nel nostro Paese, dove e come intervenire. È un lavoro che intendiamo fare a beneficio dell’intera industria assicurativa”.

“L’Open Insurance sta muovendo i primi passi in Europa e nel Mondo, ed influenzerà in modo rilevante la competitività del settore, mentre l’Insurtech è una delle frontiere di innovazione più rilevanti e dinamiche del mondo finanziario. I nostri dati dimostrano anche che molto deve essere ancora capito e spiegato nel settore. Questo indicatore è un ulteriore passo in questa direzione e ci fa estremo piacere farlo con Italian Insurtech Association”, ha dichiarato Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano.

Claider: insieme ad agenti e broker per digitalizzare la gestione dei sinistri

Uffici semi chiusi, clienti irraggiungibili: per gli intermediari italiani si è aperto un periodo complicato. Come risolverlo? Accelerando il processo di digitalizzazione che permette di ricevere le denunce via app, tenere sotto controllo la posizione assicurativa del cliente e comunicare con lui in real time. L’obiettivo è gestire tutto da remoto in modo semplice, ottimizzando tempi e risorse in real time, e gestirle in remoto in modo semplice, ottimizzando tempi e risorse.

La prima piattaforma per la gestione interamente in digitale del sinistro, dalla denuncia alla chiusura, Claider ha deciso di impegnare i suoi consulenti e rinunciare a una parte dei proventi, per offrire un aiuto immediato e concreto.

Due i livelli:

  • Attivazione e abbonamento alla piattaforma completamente gratuiti per 2 mesi* (con possibilità di sospendere l’abbonamento in ogni momento).
  • Personale dedicato che offre consulenza personalizzata (ogni singolo cliente ha un’esigenza specifica) e accompagna all’iscrizione e al primo utilizzo della piattaforma.

*le richieste devono pervenire entro il 30/4/2020

Come partecipare? Per aderire basta inviare una mail a commerciale@claider.net indicando nell’oggetto solidarietà digitale.

MetLife entra a far parte dell’Italian Insurtech Association

La compagnia americana ha da subito aderito alla neonata associazione in prima linea per l’insurtech Italiano. Tra gli obiettivi ci sono l’aumento gli investimenti nel mercato assicurativo digitale e l’innovazione dei modelli di offerta e di servizio

MetLife, la compagnia leader mondiale nelle assicurazioni vita ed employee benefit, continua a credere nello sviluppo del mercato assicurativo digitale annunciando la propria adesione all’Italian Insurtech Association (IIA).

Nata lo scorso 24 marzo, l’IIA è un’entità senza scopi di lucro con l’obiettivo di accelerare la digitalizzazione del settore assicurativo attraverso la formazione tecnica, la condivisione di best practice tecnologiche, la generazione di sinergie tra gli associati e confronto con le istituzioni nazionali e internazionali.  Una missione sistemica sintetizzata nel claim “Enabling Insurtech Ecosystems”.

MetLife è tra le prime società che hanno creduto in questa realtà e nel suo importante ruolo. “Siamo consapevoli dell’importanza strategica dell’insurtech – spiega Maurizio Taglietti, General Manager di MetLife in Italia – e proprio per questo motivo abbiamo accolto di buon grado l’iniziativa dell’IIA. La nostra industria ha bisogno di un’accelerazione nell’adozione di modelli di offerta digitale, non per competere con quelli già esistenti, ma per completarli rendendoli più aderenti alle aspettative dei consumatori. Siamo convinti che un’azione corale di tutti i soggetti dell’industry in Italia, dalle compagnie ai broker passando per le banche e gli intermediari, possa contribuire a colmare il gap che separa il nostro Paese da altri mercati e portare valore a tutti gli operatori della filiera e, naturalmente, al cliente finale”.

La decisione dell’Italian Insurtech Association di mettere insieme tutte le anime del variegato mondo del settore assicurativo per promuoverne la digitalizzazione nasce dall’evidenza che le compagnie digitali presentano ancora una scarsa diffusione in Europa. Secondo i dati forniti dall’Osservatorio Fintech&Insurtech del Politecnico di Milano soltanto l’1/2% della raccolta premi nel Vecchio Continente avviene attraverso canali digitali anche se il gradimento degli utenti per l’insurtech è elevato: 9 persone su 10, infatti, mostrano predisposizione per le assicurazioni on demand. Come se non bastasse, secondo l’EY FinTech Adoption Index 2019, il 95% degli intervistati italiani dichiara di essere a conoscenza della presenza sul mercato di servizi insurtech ma solo il 17% ha usato finora uno smart device collegato all’assicurazione, come ad esempio la scatola nera dell’automobile. Sono ancora meno, il 15%, a fare uso delle assicurazioni app-only.

L’IIA fa parte di un network internazionale di associazioni: la Global Insurtech Association che si prefigge l’obiettivo di accelerare la creazione di best practice internazionali.

 

Nasce Vittoria hub: il primo Incubatore Insurtech basato sull’Open Innovation

Promosso da Vittoria Assicurazioni, sarà uno spazio dedicato all’innovazione, alla co-creazione e all’eccellenza in chiave assicurativa. Al via la prima “call for ideas”, candidature aperte fino al 28 febbraio 2020

Milano si conferma capitale dell’innovazione italiana grazie ad un nuovo progetto firmato Vittoria Assicurazioni. La Compagnia ha presentato oggi, giovedì 28 novembre, Vittoria hub, il primo Incubatore Insurtech in Italia basato sull’Open Innovation.

Con sede nel Parco Vittoria Business Center, situato nel cuore del moderno quartiere del Portello, Vittoria hub sarà il luogo d’incontro tra innovazione tecnologica e nuovi modelli di business a favore dell’evoluzione del settore assicurativo.

Vittoria hub avrà quindi il compito di attrarre in un unico polo investitori, partner e startup per promuovere un avanzato scambio di idee, risorse e competenze e accelerare il percorso di crescita delle startup, dall’idea alla maturità industriale, per una nuova proposta di ecosistema nel mercato assicurativo.

I valori di Vittoria hub

Innovazione, co-creazione ed eccellenza, sono questi i 3 valori chiave di Vittoria hub:

  • Innovazione, ossia il sostegno di processi di Open Innovation per lo sviluppo di soluzioni moderne e incentrate sul cliente capaci di rispondere, ma soprattutto anticipare nuovi bisogni ed esigenze. Uno sguardo costante al futuro caratterizzato da importanti investimenti in ricerca e tecnologia fondamentali per offrire servizi sempre più modellati sulla singola persona;
  • Co-creazione, ossia la realizzazione di un ambiente dinamico basato su condivisione, collaborazione e contaminazione. Startup, partner tecnologici e investitori lavoreranno in sinergia secondo un modello API (Application Programming Interface) ecosystem sandbox per esporre al mercato nuove proposte di business;
  • Eccellenza, ossia la continua ricerca di idee e progetti di alto livello in grado di distinguersi sul mercato e dare un impulso positivo allo sviluppo industriale del settore assicurativo grazie anche alla solidità, know how, autonomia e affidabilità di un promotore come Vittoria Assicurazioni.

Un ecosistema insurtech

Vittoria hub si focalizzerà su 4 aree Persona (Health & Whealth), Casa, Mobilità e Azienda Connessa – basandosi su un concetto di ecosistema costituito da un insieme integrato e ben orchestrato di servizi e tecnologie per offrire ai consumatori prevenzione, assistenza e pronto intervento, rimedio e monitoraggio.

Un ecosistema insurtech in cui il cliente potrà quindi accedere a qualunque servizio in ogni momento, entrando, uscendo e muovendosi senza barriere all’interno dello stesso secondo le proprie esigenze.

Call for Ideas 2019

La prima call for ideas è aperta a tutte le startup con idee innovative nell’ambito degli ecosistemi Persona, Casa, Mobilità o Azienda connessa, integrabili con nuove soluzioni assicurative o nuovi canali distributivi. Le startup selezionate avranno la possibilità di iniziare il programma Via2 (Vittoria Incubation, Adoption & Acceleration) strutturato in 3 fasi:

  1. Incubazione, dalla Business Idea al MVP, Minimum Value Proposition;
  2. Adozione, dal MVP al Proof Of Concept di interoperabilità con ecosistemi e infrastruttura Vittoria;
  3. Accelerazione, dalla «POC Vittoria» al primo ingresso sui mercati nazionali e internazionali.

Attraverso queste tre fasi, il cui accesso sarà soggetto ad una graduatoria di merito redatta da parte del CTS (Comitato Tecnico di Selezione) di Vittoria hub, ogni startup avrà l’opportunità di ottenere premi incrementali fino a 60.000€ ed ulteriori condizioni favorevoli di Financing.

Le candidature sono aperte fino al 28 Febbraio 2020; qui il form per partecipare.

I Soci

Ad oggi hanno già aderito al progetto in qualità di partner BeOn, CRIF, Design Group Italia, Doppia Elica, F2A, FairConnect, G2, Horsa, Logotel, Microsoft for Startups, Maps Group, Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, Orrick, Studio Dattilo e Delta.

“Vittoria hub è un progetto che esprime al massimo la volontà di immaginare il futuro e di analizzare tutte le variabili che influenzano il contesto attuale e prospettico proprio di Vittoria Assicurazioni. Innovare però non significa solo “inventare qualcosa di nuovo” ma anche conoscere l’impatto dell’esplosione di dati disponibili sulla correlazione fra i fattori, su cui non possiamo intervenire, che possono determinare il cambiamento della società, come la tecnologia, l’economia, l’ambiente, la politica, la legge. Solo una gestione etica e trasparente dei dati renderà l’innovazione realmente positiva e vincente”, ha dichiarato Carlo Acutis, Presidente Emerito di Vittoria Assicurazioni, in apertura della conferenza stampa di presentazione.

Cesare Caldarelli, CEO della Compagnia, ha affermato invece: “L’innovazione tecnologica gioca un ruolo chiave nel settore assicurativo e in Vittoria Assicurazioni ne siamo consapevoli da sempre. Negli anni abbiamo sostenuto importanti investimenti e oggi possiamo ritenerci più che soddisfatti dei risultati raggiunti. Proprio perché crediamo fortemente in questa evoluzione tecnologia abbiamo deciso di percorrere questa nuova tappa di continuità nel nostro cammino. Siamo convinti che il futuro della distribuzione nel mondo assicurativo e l’attenzione al servizio da prestare al cliente finale necessiteranno di nuovi contributi di idee e di iniziative”.

Presenti alla conferenza anche Maria Bianca Farina, Presidente di ANIA e Filippo Renga, Direttore Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano.

“Nell’ambito del piano strategico triennale dell’ANIA, abbiamo previsto alcune specifiche iniziative strettamente legate all’innovazione, alcune delle quali già entrate nella fase attuativa. In particolare, stiamo lavorando alla creazione dell’Innovation Point Ania, che vuole rappresentare un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica e lo sviluppo sostenibile per l’intero settore assicurativo. Siamo soltanto all’inizio del viaggio, naturalmente. Vittoria Assicurazioni ne inizia oggi uno nuovo e promettente. L’augurio che rivolgo che a tutti noi è quello di un cammino avvincente”, ha affermato Farina.

“L’Insurtech è senza dubbio uno dei settori con il maggiore potenziale innovativo nei prossimi anni.
L’Open Finance ha iniziato solo recentemente a farsi largo nel settore. Un dato su tutti lo dimostra: la crescita 174% delle startup Insurtech nell’ultimo biennio a livello internazionale, e ben più elevata in Italia”, ha riportato Renga.

Nella foto: Gian Franco Baldinotti, CEO di Vittoria hub e Chief Marketing Officer di Vittoria Assicurazioni,

La parola è passata poi a Gian Franco Baldinotti, CEO di Vittoria hub e Chief Marketing Officer di Vittoria Assicurazioni, che ha evidenziato le enormi potenzialità dell’insurtech per gli ecosistemi: “Abbiamo individuato un’opportunità unica, data dalla convergenza di tecnologie, sistema di capitali e ambiente culturale favorevoli all’innovazione. Questo incubatore è nato per attrarre Partner, Startup e Capitali che credano in un concetto di ecosistema all’interno di un unico ambiente dedicato a sostenerne la trasformazione e a premiare l’eccellenza imprenditoriale grazie a modelli di open innovation”.

Fabrizio Cardinali, Chief Innovation Officer di Vittoria hub, e Nicolò Soresina, Chief Operating Officer di Vittoria hub, hanno invece illustrato i dettagli dell’incubatore.

“L’Open Innovation per avere successo richiede mentalità, tecnologie e architetture che siano veramente “aperte” ad interoperare con sistemi, dati e business model di terze parti. – ha spiegato Cardinali – Il concetto di “ecosistema” di Vittoria hub sta al futuro dell’Insurtech più o meno come i Digital Marketplace stavano ai contenuti digitali al loro primo avvento sul web: un’opportunità per tutti di Condividere, Crescere e Innovare insieme”.

“Con il team di Vittoria hub abbiamo definito lo spazio perfetto, disegnato i processi, strutturato i servizi, costruito la rete di partner e avviato metodologie innovative di incubazione e una presenza sul canale digitale per fornire alle startup aderenti la massima propulsione e focalizzazione nel loro percorso verso il mercato e verso la realizzazione di servizi Insurtech di nuova generazione. – ha dichiarato Soresina – La sfida quotidiana, e la responsabilità, che abbiamo ora davanti sta nel supportare i migliori talenti a crescere ed emergere”.  

 

 

 

Investire in conoscenza per sviluppare il business assicurativo

Sono passati solo tre anni da quando il settore assicurativo ha cominciato a rendersi conto che doveva correre per affrontare un mercato che, con il progredire delle nuove tecnologie, stava profondamente cambiando. E che il modo più veloce per appropriarsi del know how innovativo sarebbe stato quello di acquisire startup tecnologiche.
Ora la corsa è entrata nel vivo con una brusca accelerazione del ritmo. Basti pensare che nel 2017 gli investimenti nell’insurtech sono aumentati globalmente del 32% rispetto all’anno precedente, arrivando a 2.316 miliardi di dollari. In testa ci sono gli Stati Uniti, ma anche l’Europa si è distinta (in particolare Regno Unito e Germania) segnando un incremento del 118%. L’internet delle cose, l’intelligenza artificiale, i big data, la blockchain stravolgeranno in breve tempo comportamenti, usi, abitudini, convinzioni della clientela aprendo nuovi e inediti scenari che richiederanno alle assicurazioni un profondo rinnovamento culturale, strutturale, strategico del business. Rinnovamento basato su un nuovo approccio rispetto al passato che parte dall’attenta osservazione dell’evoluzione in corso nell’economia e nel mercato per arrivare alla formulazione di servizi e prodotti che vadano incontro alle nuove esigenze. In altre parole per costruire un’offerta adeguata occorrerà innanzitutto capire come evolve il mondo per esempio nel welfare, nella sanità digitale, nella domotica, nella mobilità altrimenti si rischia di lasciare ad altri, ed in particolare a coloro che operano in questi ambiti, la possibilità di offrire servizi di sicurezza e di protezione oggi tipici dell’assicurazione. Ciò renderà l’attività dell’assicuratore più complessa di prima in quanto richiederà forte impegno nella comprensione e nella conoscenza di molteplici contesti tra loro molto diversi e di nuovi rischi (cyber risk, reputazionali, climatici ecc.). Non basterà inoltre raccogliere dati dalla clientela, ma pensare ad applicazioni pratiche su di essi anche perché la disponibilità dei dati è stata già acquisita da grandi realtà internazionali del web che potrebbero facilmente lanciarsi nel business assicurativo come già in parte sta avvenendo.
Si va insomma verso un mondo dove la capacità di adottare nuove forme di competizione e nuovi business model è fondamentale. E mette in discussione le strutture e le impalcature mentali precedenti. Le stesse reti distributive si devono adattare al fatto che le persone, anche delle generazioni più adulte, lavorano ormai spesso a distanza con mobile device intelligenti. Questi fra poco, con lo sviluppo dei big data e dell’intelligenza artificiale, saranno in grado di proporre essi stessi servizi assicurativi adatti alle varie specifiche esigenze. Per restare competitivi, dovranno fare lo stesso e meglio.
Così mentre in passato quasi tutti i gruppi assicurativi avevano strategie molto generiche abbastanza simili l’una con l’altra, ora viene loro richiesto una maggiore specializzazione.
Che poi questo avvenga all’interno di un’unica realtà o di varie realtà, dipenderà dalla dinamica dei vari gruppi e dalla loro capacità di investimento. In un mondo infatti dove la conoscenza diventa essenziale per interpretare meglio i bisogni delle persone e soddisfarli, le risorse finanziarie destinate al continuo rinnovo di tecnologie che evolvono velocemente, diventano un must basilare. Ciò porterà inevitabilmente ad una ulteriore concentrazione di operatori. Ma lo sviluppo di maggiore conoscenza e attenzione al mercato porterà anche a organizzazioni flessibili che vedranno gruppi di lavoro con competenze diverse
convivere in modo fluido e nello stesso tempo compatto verso obiettivi comuni.

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