settore assicurativo

Italian Insurtech Summit 2021: seconda edizione

“Ora o mai più” il sottotitolo della seconda edizione dell’Italian Insurtech Summit 2021 che si terrà nei giorni 20 e 21 settembre.

Raccomandazioni su ORSA, IVASS: attenetevi

Il 28 luglio, con una lettera al mercato IVASS chiede alle compagnie assicurative di attenersi alle Raccomandazioni su ORSA che si sono venuta a creare nel contesto pandemico.

Assemblea ANIA 2021: il messaggio di Draghi

“Il settore assicurativo gioca un ruolo di grande rilievo nel nostro Paese”, queste le parole di Draghi lette durante l’Assemblea ANIA dalla Presidente Maria Bianca Farina.

Relazione IVASS: il settore assicurativo italiano durante la crisi

Nonostante l’emergenza sanitaria, stando a quanto emerge dalla Relazione IVASS annuale, il settore assicurativo italiano ha saputo fronteggiare al meglio la crisi, riuscendo altresì a rafforzare il proprio sistema.

Investire in conoscenza per sviluppare il business assicurativo

Sono passati solo tre anni da quando il settore assicurativo ha cominciato a rendersi conto che doveva correre per affrontare un mercato che, con il progredire delle nuove tecnologie, stava profondamente cambiando. E che il modo più veloce per appropriarsi del know how innovativo sarebbe stato quello di acquisire startup tecnologiche.
Ora la corsa è entrata nel vivo con una brusca accelerazione del ritmo. Basti pensare che nel 2017 gli investimenti nell’insurtech sono aumentati globalmente del 32% rispetto all’anno precedente, arrivando a 2.316 miliardi di dollari. In testa ci sono gli Stati Uniti, ma anche l’Europa si è distinta (in particolare Regno Unito e Germania) segnando un incremento del 118%. L’internet delle cose, l’intelligenza artificiale, i big data, la blockchain stravolgeranno in breve tempo comportamenti, usi, abitudini, convinzioni della clientela aprendo nuovi e inediti scenari che richiederanno alle assicurazioni un profondo rinnovamento culturale, strutturale, strategico del business. Rinnovamento basato su un nuovo approccio rispetto al passato che parte dall’attenta osservazione dell’evoluzione in corso nell’economia e nel mercato per arrivare alla formulazione di servizi e prodotti che vadano incontro alle nuove esigenze. In altre parole per costruire un’offerta adeguata occorrerà innanzitutto capire come evolve il mondo per esempio nel welfare, nella sanità digitale, nella domotica, nella mobilità altrimenti si rischia di lasciare ad altri, ed in particolare a coloro che operano in questi ambiti, la possibilità di offrire servizi di sicurezza e di protezione oggi tipici dell’assicurazione. Ciò renderà l’attività dell’assicuratore più complessa di prima in quanto richiederà forte impegno nella comprensione e nella conoscenza di molteplici contesti tra loro molto diversi e di nuovi rischi (cyber risk, reputazionali, climatici ecc.). Non basterà inoltre raccogliere dati dalla clientela, ma pensare ad applicazioni pratiche su di essi anche perché la disponibilità dei dati è stata già acquisita da grandi realtà internazionali del web che potrebbero facilmente lanciarsi nel business assicurativo come già in parte sta avvenendo.
Si va insomma verso un mondo dove la capacità di adottare nuove forme di competizione e nuovi business model è fondamentale. E mette in discussione le strutture e le impalcature mentali precedenti. Le stesse reti distributive si devono adattare al fatto che le persone, anche delle generazioni più adulte, lavorano ormai spesso a distanza con mobile device intelligenti. Questi fra poco, con lo sviluppo dei big data e dell’intelligenza artificiale, saranno in grado di proporre essi stessi servizi assicurativi adatti alle varie specifiche esigenze. Per restare competitivi, dovranno fare lo stesso e meglio.
Così mentre in passato quasi tutti i gruppi assicurativi avevano strategie molto generiche abbastanza simili l’una con l’altra, ora viene loro richiesto una maggiore specializzazione.
Che poi questo avvenga all’interno di un’unica realtà o di varie realtà, dipenderà dalla dinamica dei vari gruppi e dalla loro capacità di investimento. In un mondo infatti dove la conoscenza diventa essenziale per interpretare meglio i bisogni delle persone e soddisfarli, le risorse finanziarie destinate al continuo rinnovo di tecnologie che evolvono velocemente, diventano un must basilare. Ciò porterà inevitabilmente ad una ulteriore concentrazione di operatori. Ma lo sviluppo di maggiore conoscenza e attenzione al mercato porterà anche a organizzazioni flessibili che vedranno gruppi di lavoro con competenze diverse
convivere in modo fluido e nello stesso tempo compatto verso obiettivi comuni.

Blockchain. 7 vantaggi che faranno la differenza

Dalla possibilità di tracciare i beni in modo trasparente alla creazione di un record affidabile, dai costi più bassi per immagazzinare i dati alle transazioni automatizzate. Una ricerca di The Boston Consulting evidenzia come le compagnie potrebbero migliorare notevolmente i loro risultati adottando la «nuova internet delle transazioni»

Se il settore assicurativo utilizzasse regolarmente la blockchain, i ritorni economici per i suoi protagonisti sarebbero alti. Molto alti. Lo suggerisce la ricerca The first blockchain insurer, realizzata da The Boston Consulting Group. Che fa subito alcuni esempi. A livello mondiale, i rami danni potrebbero diminuire il combined ratio dai cinque ai 13 punti percentuali. In soldoni, la industry sarebbe in grado di ricavare dal totale dei premi lordi un margine tecnico di oltre 170 miliardi di euro in più. Non esattamente noccioline. Nel ramo auto, una compagnia che utilizzasse sistematicamente la blockchain sarebbe in grado di raggiungere un combined ratio operativo dai 10 ai 13 punti rispetto a un’assicurazione “vecchio stile”. Stessi valori per la marine cargo, in cui la blockchain è in grado di intervenire sul risk management e sui processi. Mentre nella riassicurazione ci si potrebbe attendere un miglioramento del loss ratio pari allo 0,5% e dei combined ratio operativi dal 4% al 5%. Per quale motivo? «Perché l’interazione fra più player assicurativi sarebbe più agile», dice a New Insurance Roberto Bosisio, principal di Bcg a Milano e co-autore dello studio. «E tutto il lavoro non si svolgerebbe in una piattaforma centralizzata, come oggi, ma in un ambiente neutrale. La blockchain è infatti un registro distribuito»,
sottolinea Bosisio, «in cui i dati, invece che risiedere sulle piattaforme dei player (assicurativi e non) sono condivisi. Nel caso di molti processi assicurativi (assuntivi e liquidativi), lavorare in un ecosistema di questo tipo significa velocizzare e rendere più efficiente la raccolta di dati e documenti. Per leggere interamente il presente articolo occorre essere abbonati all’edizione cartacea http://www.newinsurance.it/abbonamenti/

Il settore assicurativo si apre alla consulenza finanziaria

L’entrata in vigore in Italia delle direttive europee, Idd per il settore assicurativo e Mifid 2 per quello finanziario, si inserisce nella fase di profonda innovazione tecnologia che sta attraversando il settore assicurativo, imprimendovi un’accelerazione. Idd, che partirà dal prossimo ottobre, può essere, non solo
nei principi ma anche nell’operatività, affiancata a Mifid2, già operativa dallo scorso gennaio. Per leggere interamente il presente articolo occorre essere abbonati all’edizione cartacea http://www.newinsurance.it/abbonamenti/

IVASS. I fronti aperti del settore assicurativo

L’impatto del digitale e l’attenzione a possibili nuovi rischi, in particolare quelli connessi ad attacchi informatici, gli effetti della Idd, la revisione di Solvency II e la definizione di nuove regole a livello internazionale, l’introduzione dei nuovi principi contabili per i contratti, attesi da oltre vent’anni. Sono alcuni dei temi affrontati nella relazione annuale del presidente dell’Istituto di vigilanza, Salvatore Rossi. Per i quali…

La relazione 2018 del presidente dell’Ivass, Salvatore Rossi, giunto al suo quinto anno di mandato, si è caratterizzata, da un lato per l’attenzione agli aspetti innovativi che si stanno manifestando nel mercato assicurativo, nazionale e internazionale, dall’altro per una signifi cativa politica degli annunci. Per leggere interamente il presente articolo occorre essere abbonati all’edizione cartacea http://www.newinsurance.it/abbonamenti/

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